Amministrative Soliera
Finalmente giustizia per i truffati del porta a porta a Modena, ma riprende la truffa dei rilevatori del gas
MODENA – Il comunicato di Federconsumatori sulla truffa delle vendite porta a porta.
Una buona notizia ed una cattiva notizia. Dopo sei anni si è conclusa, con un risarcimento, la vicenda legata alla truffa subita da un numero elevato di modenesi nel 2019. La città e la provincia vennero tappezzati di volantini che annunciavano la visita di operatori di una azienda bresciana, che offriva l’installazione di rilevatori di perdite del gas. In centinaia acquistarono quei rilevatori, in vendita in rete a 20 euro, a 299 euro, convinti da affermazioni circa un obbligo di installazione, in realtà inesistente. Furono colpiti in particolar modo gli anziani; quando gli spregevoli personaggi dediti a questa truffa incontravano situazioni di debolezza tentavano di vendere altri rilevatori, con frasi del tipo “e se i suoi nipoti dovessero morire nel sonno per una perdita del gas?”. In alcuni casi riuscendo a sottrarre oltre 1.000 euro. Altri sottoscrissero “abbonamenti” per la manutenzione del rilevatore, ricevendo frequenti visite dei truffatori, ed aumentando il peso economico, e non solo, della truffa.
Dei tanti modenesi truffati quattro sono arrivati fino in fondo, assistiti dall’Avv. Simone Vellani.
Alla fine di un lungo iter processuale il titolare dell’azienda è stato condannato ad un anno e tre mesi, oltre ad una sanzione ed alle spese processuali. Ai modenesi è stato riconosciuto un risarcimento complessivo di 17.600 euro, oltre alle spese. Recentemente sono stati sottoscritti accordi risarcitori tra le parti, che hanno finalmente chiuso la vicenda.
Purtroppo questa tipologia di truffa non si è mai fermata. Nel 2024 abbiamo segnalato una ditta bolognese che aveva venduto ad una novantatreenne modenese, in condizione di cecità, un rilevatore che altro non era che un guscio vuoto, per 199 euro. Ora segnaliamo nuovamente fatti simili, che in questi giorni ci vengono segnalati da più parti, tutti caratterizzati dalla falsa affermazione verbale di un obbligo di installazione. E’ il caso di un ottantenne modenese, convinto a pagare 140 euro, tutti i contanti che aveva in casa. Ma i truffatori hanno nuovamente visitato l’anziano, dopo pochi mesi, convincendolo a sostituire l’oggetto del valore di pochi euro, per ulteriori 199 euro. Ma anche stavolta l’anziano non aveva sufficienti contanti; a questo punto è spuntato un POS, intestato ad una tabaccheria, che ha consentito ai truffatori di estorcere l’intera somma. Evidentemente ancora non soddisfatti hanno informato l’anziano di una loro ulteriore visita, a settembre.
Federconsumatori ha avviato la pratica per la restituzione delle somme estorte, e invita tutti a rivolgersi a noi e alle Forze dell’ordine. Non è però semplice denunciare questi truffatori, anche per paura di una loro visita; resta quindi da capire che cosa si può fare per evitare un nuovo dilagare di questa e altre truffe simili.
Per prima cosa, i nomi delle aziende sono noti, appaiono sui volantini affissi abusivamente sui portoni dei condomini, e nelle ricevute rilasciate; una attività di indagine e contrasto nei loro confronti è sempre auspicabile. E’ necessaria una azione integrata, che coinvolga anche la Polizia Municipale, ed è necessario considerare queste vicende parte della crescita dell’insicurezza e del disagio di cittadini e cittadine. Non siamo di fronte a semplici abusi commerciali, ma a vere e proprie truffe, spesso a danno della parte più debole della popolazione.
Infine chiediamo ai 47 Comuni modenesi di vietare la vendita porta a porta nel proprio territorio, per motivi legati alla tutela della salute e della sicurezza,di cittadini e cittadine, rendendo più semplice il contrasto a questi fenomeni. Questo in particolare nel periodo estivo, quando le reti sociali si allentano, quando aumentano solitudini e rischi, quando chi suona alla tua porta ha maggiori possibilità di ascolto e di portare a casa un ignobile risultato.






































