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Massa Finalese, il campanile torna a svettare: sui social è già festa
Sui social, da giorni, si susseguono immagini del campanile di Massa Finalese tornato finalmente visibile in tutta la sua imponenza. Scatti condivisi con orgoglio, quasi a voler anticipare — ben prima delle inaugurazioni ufficiali — una festa già iniziata tra i cittadini, desiderosi di riappropriarsi di uno dei simboli più riconoscibili del paese.
Del resto, i campanili sono stati tra le vittime più colpite dal terremoto del 2012: feriti, puntellati o cancellati dallo skyline della pianura modenese. Vederli oggi tornare a svettare all’orizzonte è, per molti, un segnale concreto di rinascita. E quello di Massa Finalese, con i suoi 47 metri — il secondo per altezza nell’Arcidiocesi di Modena — rappresenta un traguardo particolarmente significativo.
La popolazione può dunque tornare ad ammirarlo, mentre si avvicina anche il completamento della ricostruzione della chiesa dedicata a San Geminiano Vescovo. La consegna alla parrocchia è prevista per novembre.
“I lavori del campanile – conferma alla stampa locale il geometra Mario Guglielmo Ferrari, responsabile della ricostruzione post sisma della diocesi di Modena e Nonantola – sono finiti, così come i lavori strutturali della chiesa. Era un disastro. È già stato montato l’impianto di riscaldamento a pavimento ed entro giugno sarà realizzato il nuovo pavimento. Attualmente si sta lavorando ai banchi, ai mobili da restaurare, al tinteggio e ai decori. Il restauro dell’altare maggiore, già completato, è risultato un capolavoro. Pensiamo di poter finire tutto a novembre. L’inaugurazione di chiesa e campanile sarà contestuale: deciderà la parrocchia se entro l’anno o all’inizio del prossimo”.
In attesa delle decisioni della Curia, è in campo anche l’ipotesi di una apertura temporanea, in occasione della tradizionale sagra dell’anatra per ferragosto. C’è chi ha già lanciato l’idea di allestire la mostra fotografica all’interno della Chiesa, che illustri i vari stati di avanzamento dei lavori di restauro, dal terremoto ad oggi.
Un intervento lungo e complesso, avviato nel 2020 e più volte rallentato: prima dalla pandemia, poi — nel 2024 — dalla scomparsa del direttore dei lavori, oltre che dalle revisioni dei costi dovute all’emergere di ulteriori criticità in corso d’opera.
“Dalla valutazione iniziale di circa 1,9 milioni di euro dopo il sisma – spiega Ferrari – sono emersi danni molto più gravi, arrivando a un importo complessivo di circa 3 milioni, interamente finanziati dalla Regione”.
Il campanile, a pianta quadrata e in muratura di mattoni faccia a vista, culmina con quattro bifore che illuminano la cella campanaria sotto la guglia. “Si è intervenuti con l’inserimento di catene per legare i quattro fronti – precisa l’architetto Gianluca Nicolini, direttore dei lavori subentrato nel 2024 –. Restano alcuni lavori interni. L’unico rammarico è che il consolidamento delle scale ha richiesto l’utilizzo di fibre che, salendo, nascondono la vista verso la sommità”.
La chiesa adiacente, invece, presenta un impianto basilicale a tre navate di gusto tardo neoclassico, con tre cappelle per lato, volte e presbiterio con abside semicircolare affiancato da coretti. Nonostante la ricostruzione ottocentesca, il sisma del 2012 aveva provocato gravi danni, tra cui il crollo di alcune volte e l’inclinazione di una parete.
Foto di Giuseppe Cattabriga e Umberto Pollastri














































