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San Felice, chiusa via Circondaria: indagini sulle circostanze della morte di Roberto Gavioli
SAN FELICE SUL PANARO – Resta una ferita aperta nel cuore di San Felice sul Panaro la tragica scomparsa di Roberto Gavioli, l’uomo di 73 anni che ha perso la vita sabato scorso in un drammatico incidente sul lavoro in via Circondaria. Mentre la comunità si stringe attorno alla famiglia, l’area dell’incidente rimane sotto stretto monitoraggio. Il Sindaco ha infatti emanato un’ordinanza restrittiva (la n. 5631) per garantire la sicurezza pubblica e permettere agli inquirenti di fare luce sulle cause del cedimento strutturale che ha portato alla morte dell’uomo e al ferimento del figlio.
Un pellegrinaggio silenzioso nei giorni di festa
In questi giorni di festa, solitamente dedicati alla gioia e alla convivialità, il luogo della tragedia si è trasformato in una meta di silenzioso pellegrinaggio. Sono stati tantissimi i cittadini, gli amici e i conoscenti che hanno voluto raggiungere via Circondaria per portare un omaggio a Roberto. Un uomo stimato, che ha dato tanto al suo paese e la cui scomparsa ha lasciato un vuoto incolmabile. Tra sguardi bassi e preghiere sussurrate, la comunità ha voluto così abbracciare simbolicamente un concittadino esemplare, trasformando quel tratto di strada, ora segnato dal nastro bianco e rosso, in un altare della memoria collettiva.
La dinamica nell’atto ufficiale
Il documento sindacale ricostruisce con precisione i momenti del dramma, confermando che il crollo è avvenuto intorno alle 9:30 di sabato 4 aprile. Gavioli si trovava su una PLE (Piattaforma Lavoro Elevabile) a ridosso di un edificio al civico 57, quando il macchinario ha ceduto.
L’ordinanza riporta testualmente:
”Si è verificato un grave infortunio sul lavoro… che ha causato il crollo del braccio telescopico della PLE con conseguente caduta a terra della piattaforma, evento che ha cagionato lesioni mortali in danno dell’operatore che su di essa operava.”
Sicurezza e indagini: area sotto sequestro
Attualmente, il macchinario è stato posto sotto sequestro giudiziario dal Servizio Medicina del Lavoro. Tuttavia, la situazione tecnica appare complessa: i Vigili del Fuoco, intervenuti tempestivamente, hanno segnalato l’impossibilità di stabilizzare il mezzo senza alterarne lo stato, fattore che potrebbe compromettere le perizie tecniche necessarie per l’inchiesta.
Nell’ordinanza si legge infatti che:
”L’equipaggio VV.FF., giunto in loco ha espresso l’impossibilità di mettere in sicurezza la piattaforma PLE ed il braccio telescopico mediante opportuni ancoraggi, senza modificarne lo stato di conservazione.”
Strade chiuse e isolamento del sito
Per queste ragioni, il Comune ha ritenuto “imprescindibile isolare l’area circostante” per evitare ulteriori rischi. Il braccio estensibile, infatti, versa tuttora in “condizioni di precaria stabilità a ridosso della pubblica via”.
La chiusura del tratto stradale si è resa necessaria non solo per la tutela dei passanti, ma anche per:
”…assicurare adeguate condizioni di sicurezza nel centro abitato e sulle vie di collegamento, a favore della pubblica incolumità, al fine di scongiurare eventuali cadute o ribaltamenti degli organi meccanici della piattaforma stessa ancora collabenti.”
Mentre le autorità lavorano per ricostruire se si sia trattato di un guasto meccanico o di un cedimento strutturale, via Circondaria resterà interdetta. Un atto dovuto, che oltre alle esigenze di giustizia, protegge ora quel luogo diventato simbolo del dolore di un’intera cittadinanza.
IL FOTORICORDO DI ROBERTO GAVIOLI NELLE FOTO REALIZZATE DA ROBERTO GATTI
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