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PERSONE | Dalla Bassa alla Svizzera: il percorso di Marco, giovane informatico a Losanna
di Francesca Monari
Dopo il calore della Sicilia, l’eleganza della Francia e la tenacia della Bassa modenese, oggi Marco vive e lavora a Losanna. Nato in Sicilia ma cresciuto con la valigia in mano, vive tre anni vicino a Parigi tra i 10 e i 13 anni, un’esperienza che gli apre presto lo sguardo sul mondo. È però tra Medolla e Mirandola che costruisce le sue radici: qui studia al Liceo Scientifico Tecnologico e coltiva la passione per l’informatica, nata osservando il padre “smanettare” con i computer.
“Ho sempre amato l’informatica, ma il percorso universitario in ingegneria non faceva per me: troppa teoria e poche righe di codice. Così ho deciso di buttarmi subito nel mondo del lavoro per non perdere tempo” – esordisce.
La decisione di partire arriva in un momento di cambiamento personale: “Pensavo all’estero già da un paio d’anni, e la fine di una relazione storica mi è sembrata l’occasione giusta per rimettermi in gioco. L’esperienza in Francia da bambino mi aveva già insegnato che trasferirsi è possibile, e questo mi ha dato sicurezza” – spiega.
Oggi Marco vive a Losanna, città che descrive come vibrante e giovane, “molto simile a Bologna per energia”. Una città che gli ha regalato un nuovo ritmo: il lago a pochi passi, un ambiente internazionale, la sensazione di vivere in un luogo dove tutto funziona.
Nel settore tech ha trovato un contesto professionale che lo valorizza: “Non voglio generalizzare, ma nella mia esperienza svizzera il merito viene riconosciuto in modo proattivo. Dopo il primo anno ho ricevuto un aumento senza dover chiedere nulla: un piccolo gesto, ma un grande segnale di attenzione professionale. Ora mi sto preparando a un cambio di ruolo come capo progetto, con maggiori responsabilità” – racconta.
Nonostante la soddisfazione professionale, il legame con Mirandola resta forte. Marco lo racconta con un sorriso che tradisce nostalgia: “La mia prima azienda mi è rimasta nel cuore. Quel calore umano tipicamente italiano è qualcosa che all’estero manca un po’. Il primo amore professionale non si scorda mai” – afferma.
Nel tempo libero si gode la città e una nuova quotidianità condivisa: “Ho una compagna ungherese e abbiamo appena preso un appartamento da arredare. È una fase molto stimolante della mia vita privata” – aggiunge.
E poi ci sono gli affetti, gli amici, le abitudini che resistono al tempo e ai chilometri: “Ogni ritorno è una boccata d’aria di casa” – spiega.
“A chi sogna un’esperienza del genere dico solo una cosa: non abbiate paura. È vero, la Svizzera è cara, ma il ritorno in termini di benessere e serenità è impagabile. Qui si vive con una tranquillità che in Italia, purtroppo, oggi è merce rara. È un investimento su se stessi che rifarei mille volte. Anzi, il mio futuro lo vedo decisamente qui. Losanna mi ha conquistato, ma inizio a guardare con curiosità verso Zurigo: è un punto di riferimento per le startup e le aziende tech, perfettamente in linea con le mie ambizioni”– conclude.






































