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Dalla scrittrice e attivista Yuleisy Cruz Lezcano una poesia in ricordo di Murat Tafciu, l’operaio di Cavezzo morto in un incidente sul lavoro
CAVEZZO – Pubblichiamo la poesia della scrittrice e attivista Yuleisy Cruz Lezcano, che da oltre tre anni porta avanti un lavoro costante di sensibilizzazione sul tema delle morti sul lavoro, utilizzando la poesia e la scrittura come strumenti di memoria, denuncia e responsabilità civile.
Come spiega la poetessa, “La tragica scomparsa dell’operaio Murat Tafciu, avvenuta nel cantiere di Modena, un evento che, come molti altri, non può e non deve essere ridotto a una semplice notizia di cronaca. Dietro ogni incidente c’è una vita, una famiglia, una storia che merita di essere raccontata e ricordata con dignità.
Nel mio percorso ho scelto di affiancare all’impegno civile una ricerca poetica capace di dare voce a queste assenze, trasformando il dolore in consapevolezza collettiva. Credo profondamente che la parola, quando è autentica, possa contribuire a costruire attenzione e a contrastare quell’indifferenza che spesso accompagna queste tragedie”.
Per Murat Tafciu
Confonde che sia quasi primavera,
il vedere cantare i fiori velenosi
che si aprono furibondi sui cieli
tagliati per l’embolia di attimi epilettici,
come se il tempo avesse perso il respiro
tra le impalcature del giorno spezzato.
Il sole inciampa in una luce malata,
si piega sotto un peso invisibile,
e la città trattiene un grido
che non trova più la sua voce.
Le mani del lavoro restano sospese,
inermi, sono la parodia
di chiodi senza legno,
di polvere che racconta
ciò che tace il linguaggio
di crepe e vertigine.
Poteva essere un giorno di fiori di campo,
una linea chiara tra il mattino e il ritorno,
invece è una corona senza nome
che si stringe attorno al silenzio.
La morte cammina senza ombra,
sfiora i muri con dita di vetro,
e lascia dietro di sé un cerchio
che non si chiude mai davvero.
Quattro figli restano a contare il vuoto,
quattro sguardi cercano ancora un volto,
mentre il vento porta via
l’eco di un passo che non torna.
E la primavera, confusa,
non sa più dove posare i suoi colori.
La poesia nasce dall’urgenza di dare forma a un dolore che eccede il linguaggio ordinario, trasformando la tragedia della morte di Murat Tafciu in un paesaggio simbolico e visionario. L’uso di immagini stranianti come la primavera che confonde, i fiori velenosi che cantano, il cielo colpito da “embolie di attimi epilettici” rompe la linearità del reale per restituire la frattura improvvisa tra vita e morte, tra attesa quotidiana e destino irreversibile. Il testo si costruisce come un attraversamento del trauma: il lavoro, solitamente luogo di costruzione, si trasfigura in spazio sospeso, dove le mani restano “inermi” e la polvere diventa testimone muta.
Curriculum letterario di Yuleisy Cruz Lezcano
Yuleisy Cruz Lezcano è una poetessa, scrittrice, attivista e professionista della salute, nata a Cuba e residente a Marzabotto, in provincia di Bologna. Ha conseguito due lauree. È dottoressa in Scienze Biologiche e successivamente ha conseguito la laurea magistrale in Scienze Infermieristiche e Ostetriche, tutte e due le lauree presso l’Università di Bologna, ha saputo coniugare una solida formazione scientifica con una profonda sensibilità umanistica. Attualmente frequenta un master universitario di secondo livello in Gestione della violenza in ambito sociale, sanitario ed educativo, un percorso che riflette il suo impegno attivo sul campo, testimoniato da progetti educativi itineranti finalizzati alla prevenzione della violenza sulle donne e alla promozione del rispetto e della consapevolezza emotiva.
Autrice di diciotto libri, alcuni pubblicati in edizione bilingue (italiano/spagnolo e spagnolo/portoghese), ha ottenuto riconoscimenti in numerosi premi letterari nazionali e internazionali.
Collabora con testate giornalistiche e riviste culturali come il Corriere Nazionale, Il Newyorkese, I love Italy News – Arte e Cultura, Masticadores, Almablog, Alessandria Today, Femminile e singolare, Arcipelago Milano, la rivista Odysseo, Nel Quotidiano News, il giornale Progetto-Radici, il blog Vento Adriatico e il Giornale Letterario del Premio Letterario Nabokov. Attraverso queste collaborazioni, la sua voce si fa interprete di una scrittura sociale e civile che intreccia poesia, denuncia sociale e riflessione umanistica, con particolare attenzione al mondo del lavoro, ai diritti delle donne e alla costruzione di relazioni autentiche ed equilibrate. È attivista impegnata nella denuncia degli infortuni sul lavoro e nella lotta contro ogni forma di violenza, con un’azione concreta che si estende anche al mondo della scuola. Ha ideato e condotto progetti culturali e laboratori educativi dedicati all’educazione affettiva ed emozionale, come Il laboratorio delle emozioni sul sentire, esperienze di caviardage poetico e percorsi di scrittura creativa e consapevole, con l’obiettivo di sviluppare empatia, ascolto e pensiero critico tra le giovani generazioni.
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