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Ragazzi a rischio per colpa degli smartphone
Premessa importante: la tecnologia non è “il Male”. I cellulari (o smartphone) sono strumenti e in quanto tali possono essere molto utili. Inoltre alcuni problemi che queste tecnologie possono provocare non sono garantiti. Semplificando all’estremo: se un ragazzo usa uno smartphone non è assolutamente detto che diventi automaticamente dipendente, smemorato o incapace, anzi. Detto questo, l’uso inconsapevole di queste tecnologie può avere effetti negativi, come ci spiega bene il dottor Francesco Pagnini, psicoterapeuta del Servizio Dipendenze Patologiche di Vignola dell’Azienda Usl di Modena.
L’incapacità di mantenere una concentrazione prolungata è uno dei possibili effetti negativi. L’affaticamento mentale dovuto all’eccesso di stimoli è un altro disagio che potrebbe verificarsi se usiamo gli smartphone in modo automatico e compulsivo. E poi attenzione, perché attaccarsi ai social prima di andare a letto può far sì che non dormiamo nel modo corretto: “L’uso serale – precisa Francesco Pagnini – può interferire con la qualità del sonno. Questo accade soprattutto con i social o in generale con contenuti brevi ad alta attivazione”.
C’è anche un altro aspetto che molti di noi sottovalutano: l’impatto sulla nostra autostima. Su internet siamo a contatto con una versione idealizzata del mondo. Storie di successo, amici e conoscenti che fanno la bella vita, immagini pubblicitarie ritoccate e contraffatte che poco o nulla hanno a che fare con la realtà. In maniera più o meno consapevole questa visione distorta del mondo potrebbe farci sentire inferiori, difettosi, “sbagliati”. Anche se magari abbiamo pochi dubbi sulla nostra autostima. “L’esposizione costante a rappresentazioni idealizzate della vita altrui – dice Pagnini – può favorire sentimenti di inadeguatezza e ansia sociale. Vale soprattutto per giovani e adolescenti. I “like”, i messaggi e le notifiche possono attivare circuiti di gratificazione molto potenti, influenzando l’autostima e un’identità ancora in costruzione”. Il sospetto che queste dinamiche possano valere anche per alcuni individui già grandicelli è forte.
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Di sicuro gli adulti non sono immuni ad altri rischi. “Il sovraccarico cognitivo negli adulti è uno degli aspetti più frequenti – ci ricorda il dottor Pagnini – E poi ancora, certe persone faticano a disattivarsi psicologicamente fuori dal lavoro, continuano a controllare in modo compulsivo le comunicazioni professionali e quando non sono raggiungibili sperimentano disagio”. Parlando degli anziani, Pagnini mette in guardia dalle truffe digitali a cui loro sono più esposti. Un anziano che viene per esempio derubato a seguito di una truffa non subisce solo un danno economico, ma anche psicologico che poi può portarlo a senso di vergogna, perdita di fiducia, ansia e a volte anche a ritiro sociale.
Occorre che società e istituzioni si attrezzino contro questi problemi. In parte sta già succedendo, ma serve la collaborazione di tutti, soprattutto delle famiglie e dei singoli individui. Per sapere quali sono queste soluzioni e soprattutto quali sono gli stratagemmi che i medici ci consigliano di mettere in atto per tutelarci vi consigliamo di leggere l’approfondimento che pubblicheremo a breve a questo link.
In foto: il Dottor Francesco Pagnini, psicologo-psicoterapeuta del Servizio Dipendenze Patologiche di Vignola dell’Ausl di Modena








































