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Finale Emilia, botte alla moglie e abusi sessuali sulle figlie minorenni: 53enne a processo
FINALE EMILIA – Un uomo di 53 anni, di origini marocchine ma residente con la famiglia a Finale Emilia, è finito a processo con accuse gravissime. Come si legge sulla stampa locale, infatti, è accusato di maltrattamenti e violenza sessuale aggravata nei confronti della moglie e delle due figlie minorenni. Il 18 marzo, sarà giudicato con rito abbreviato, ma intanto, in seguito alla denuncia, per l’uomo è stato disposto l’allontanamento dalla casa famigliare e il divieto di avvicinamento a moglie e figlie.
Secondo l’accusa, tutto sarebbe iniziato nel 2009, quando l’uomo ha portato in Italia, dove inizialmente si era trasferito da solo dal Marocco, la moglie e la prima figlia, nata nel 2006. Qui per la donna sarebbe iniziato un vero e proprio incubo: il marito la segregava in casa, impedendole di integrarsi nel nostro paese, di imparare l’italiano e di uscire se non per fare compere, ma anche in queste occasioni la chiamava al telefono più volte per assicurarsi che non frequentasse altre persone. Inoltre, la maltrattava e la picchiava con schiaffi, calci e pugni, accusandola di essere una fannullona.
Violenze e maltrattamenti sarebbero proseguiti per 15 anni, dal 2009 al 2024, quando la donna ha trovato ospitalità dalla sorella, a Cuneo, dopo aver scoperto le violenze sessuali subite dalle figlie ad opera dell’uomo e averlo denunciato. Nel 2024, infatti, la più grande delle due figlie, divenuta nel frattempo maggiorenne, avrebbe rivelato alla madre di essere vittima da dieci anni delle violenze del padre, che la costringeva a compiere atti sessuali minacciando di uccidere la madre in caso di rifiuto. In seguito, è emerso che anche l’altra figlia più piccola dell’uomo aveva subito gli stessi abusi sessuali.
Il 18 marzo il 53enne sarà giudicato con rito abbreviato.







































