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Il festivalfilosofia dà appuntamento al 2026: “caos” sarà il tema della prossima edizione
Tre giornate dedicate al confronto con grandi pensatori hanno permesso di esplorare in profondità i molteplici significati della parola “paideia”, in un’edizione speciale che ha voluto rendere omaggio a Michelina Borsari, ideatrice del festival e scomparsa lo scorso agosto, alla quale l’educazione deve tanto. Dal 19 al 21 settembre, Modena, Carpi e Sassuolo hanno accolto migliaia di persone – studenti, giovani, cittadini di ogni età e visitatori da tutta Italia – animate dal desiderio di riflettere e condividere idee nelle piazze gremite.
Gli organizzatori si dicono pienamente soddisfatti, come sottolinea il sindaco di Modena, Massimo Mezzetti, che annuncia anche il tema della prossima edizione: «Sono stati giorni intensi e coinvolgenti, con piazze vive e partecipate, che dimostrano quanto questo festival sia ormai un punto di riferimento. La gratuità resterà un tratto distintivo, perché è una manifestazione che appartiene a tutti. Abbiamo scelto il caos come filo conduttore del prossimo anno: un concetto attuale, che fotografa il nostro tempo e probabilmente anche quello che verrà. Sarà ancora più forte il vuoto lasciato da Michelina e il dovere di garantire un programma di altissima qualità».
Il direttore scientifico, Daniele Francesconi, entra nel merito del tema: «Il caos è al tempo stesso forza creativa e principio disgregante. È una chiave di lettura adatta a interpretare un mondo attraversato da crisi politiche, trasformazioni climatiche, rivoluzioni scientifiche e dissoluzione di vecchi equilibri. La scienza ci insegna a leggere l’imprevedibilità come modello di comprensione non solo dei fenomeni naturali, ma anche delle dinamiche sociali. Si tratta di un concetto cosmologico e culturale che oggi torna ad avere una potenza straordinaria».
Infine, Francesconi annuncia un’iniziativa permanente per onorare Michelina Borsari: a partire dalla prossima edizione sarà istituita la Lectio Michelina Borsari, che offrirà spazio a una giovane ricercatrice o a un giovane ricercatore sotto i 35 anni per presentare il proprio lavoro all’interno del programma del festival, in linea con l’impegno che Borsari ha sempre avuto nel sostenere le nuove generazioni.









































