di Francesca Monari

A Modena, al centro di un vero e proprio scrigno di sapori, c’è lei: una presenza silenziosa che osserva ogni scambio, ogni sorriso, ogni assaggio. Un volto scolpito nel marmo, una cesta colma di sapori e un passato che profuma di storia modenese. Non è solo una statua, ma il simbolo della tradizione contadina e dell’abbondanza della terra modenese.

La “fanciulla”, che rappresenta l’anima popolare e generosa di Modena, è diventata un punto di riferimento affettivo per i cittadini e un simbolo della città stessa. Sapevi che oltre che ad essere decorativa, originariamente serviva per lavare la frutta e la verdura?

Si tratta della “Portatrice di frutta”, ovvero quella scultura che puoi vedere proprio nel cuore di uno dei luoghi più iconici e amati della città: il Mercato coperto Albinelli. L’opera è stata realizzata da Giuseppe Graziosi, uno dei più importanti scultori modenesi del primo Novecento.

Graziosi è stato un artista poliedrico profondamente legato a Modena: di suo, in città puoi trovare la Gipsoteca a lui dedicata (visitabile anche virtualmente a questo link: https://www.museocivicomodena.it/it/raccolte/read-more-arte/gipsoteca-giuseppe-graziosi).

Sapevi che nella Gipsoteca è conservata anche la copia dell’originale “Putto con l’Oca”? La statua è collocata in un angolo di Piazza XX Settembre, a circa 150 metri dal Mercato Albinelli e raffigura un bambino intento a sottrarre un pesce all’oca che cerca di afferrarlo. Due opere, due simboli e un itinerario che racconta un po’ di Modena attraverso l’arte e l’anima del medesimo artista.

Immagine generata da Microsoft Copilot

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