CARPI – Pubblichiamo la nota Fratelli d’Italia sulle dimissioni di Alessandro Di Loreto, assessore all’urbanistica di Carpi e direttore di aMo dal 2019 al 2023.

“Le dimissioni dell’assessore Alessandro Di Loreto certificano una verità che Fratelli d’Italia ha denunciato con chiarezza fin dal primo istante: il caso aMo non poteva essere derubricato a questione tecnica. È stata e resta una vicenda politica di assoluta gravità che ha investito nel pieno la giunta comunale a guida Partito Democratico.
 
Fratelli d’Italia aveva ragione e ha avuto il coraggio di dirlo a voce alta mentre altri tacevano o minimizzavano. La verità è che il PD ora è nel pallone, con una giunta zoppa poiché Di Loreto aveva deleghe importanti e chi ci rimette è la città tutta”, dichiara Annalisa Arletti, consigliere regionale e capogruppo FdI a Carpi”.
 
 
“Solo quando è stato messo con le spalle al muro, l’assessore coinvolto ha deciso di dimettersi, capendo che non poteva rimanere al suo posto. Non è bastato il buon senso: ci sono volute le pressioni politiche e mediatiche. Chi oggi finge stupore è complice del degrado istituzionale che si sta consumando a Carpi. Il centrosinistra che governa la città si mostra per quello che è: debole e disorientato. Non è questa la politica che meritano i cittadini”, prosegue Arletti”.
 
“Il sindaco che era uscito a mezzo stampa confondendo l’aspetto giudiziario con quello politico che invece è chiaro e lampante per difendere Di Loreto contro la nostra richiesta di dimissioni e ora cosa pensa di fare? Sono i soldi dei cittadini che mancano all’appello e che vanno restituiti fino all’ultimo centesimo. Le dimissioni di Di Loreto non bastano: occorre fare piena luce su quanto accaduto all’interno di Amo e intraprendere azioni di responsabilità tutelando l’interesse pubblico. Questo è ciò che abbiamo chiesto nella mozione che andremo a presentare in tutti i Comuni della provincia, appena protocollata in Comune a Carpi. L’intero sistema di potere che il PD ha costruito negli anni va messo in discussione, a tutela dei cittadini per bene, che pagano le tasse e non meritano questo scandalo – conclude Arletti”.