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Kate e gli asili emiliani: «Vorrei che tutte le scuole del mondo fossero così»
REGGIO EMILIA – «Vorrei che tutte le scuole del mondo fossero così». È bastata una frase, pronunciata con voce ferma e un sorriso commosso all’uscita dalla scuola comunale Allende, per dare il senso profondo alla visita della Principessa del Galles a Reggio Emilia. Non un semplice tour di rappresentanza, ma il secondo giorno di una “full immersion” nel modello educativo che il mondo ci invidia.
La mattinata: l’assemblea e il “bosco in città”
La giornata di Kate è iniziata presto in via Gattalupa. Ad accoglierla, non c’erano tappeti rossi chilometrici, ma il brusio vivace dei bambini del nido e della scuola d’infanzia Salvador Allende.
La Principessa ha voluto partecipare alla “assemblea del mattino”, uno dei pilastri del metodo reggiano. Si è seduta in cerchio con i piccoli, osservando come le insegnanti diano spazio ai loro pensieri, trattandoli come “esseri senzienti” capaci di decidere insieme le attività del giorno. Subito dopo, i bambini l’hanno presa per mano portandola nel parco della scuola, un polmone verde gigantesco dove la natura diventa aula. Kate si è soffermata a osservare le tartarughe nel giardino d’inverno e lo stagno, facendo domande tecniche agli educatori sul ruolo dell’ambiente come “terzo educatore”.
Il look del ritorno alla vita
Un dettaglio non è sfuggito ai presenti: Kate indossava lo stesso blazer gessato color sabbia con cui, il 14 giugno 2024, si era mostrata per la prima volta sotto un albero di Windsor per parlare della sua malattia. In quel post scriveva: «Non sono ancora fuori pericolo». Oggi, abbinando quella stessa giacca a una gonna plissé invece dei jeans di allora, ha lanciato un messaggio silenzioso ma potentissimo di rinascita proprio partendo dai luoghi della cura e dell’infanzia.
Il pomeriggio: da “Princess” a “Rezdòra”
Dopo una rapida tappa al centro di riciclaggio creativo Remida, dove ha ricevuto in dono un mazzo di fiori da una bambina, la Principessa ha lasciato Reggio per spostarsi nel parmense.
All’agriturismo Al Vigneto, a Barbiano di Felino, l’atmosfera si è fatta conviviale. Qui Kate ha letteralmente “messo le mani in pasta”:
- Sotto la guida dello chef Ivan Lampredi, ha indossato il grembiule da rezdòra.
- Ha preparato i tipici tortelli d’erbetta, dosando ricotta e bietole con la sac à poche.
- Si è divertita a usare la macchina a manovella per tirare la sfoglia, ridendo di gusto quando le è caduta la rotellina per tagliare la pasta («Impastare è terapeutico», ha commentato scherzando).



Il congedo emiliano
Il pranzo è stato un trionfo di territorio: prosciutto di Parma, torta fritta e un tris di vini locali (Lambrusco, Spergola e Malvasia). La Principessa ha trascorso del tempo con le famiglie del posto, interessandosi alla trasmissione dei valori tra generazioni, prima di dirigersi all’aeroporto di Parma per il rientro a Londra.
Si chiude così una due giorni che ha trasformato Reggio Emilia nella capitale mondiale dell’infanzia. Kate Middleton riparte portando con sé non solo la ricetta dei tortelli, ma la conferma che l’eccellenza, quella vera, nasce dal modo in cui decidiamo di ascoltare i nostri bambini.
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