“Arnaldo Pomodoro continuerà a vivere nelle sue straordinarie opere, presenti nelle piazze, negli spazi pubblici e nei musei di tutto il mondo, e attraverso le quali ha saputo interpretare la coscienza inquieta del nostro tempo. Un grande artista italiano, di fama internazionale, ma che ha mantenuto per tutta la vita un legame fecondo con Morciano di Romagna, dove era nato e con tutto il Montefeltro”. 

Così il presidente della Regione, Michele de Pascale, e l’assessora alla Cultura, Gessica Allegni, nell’esprimere il proprio cordoglio per la scomparsa dello scultore Arnaldo Pomodoro.

“Dalla Grande Prua, il monumento funebre a Federico Fellini e Giulietta Masina all’ingresso del cimitero monumentale di Rimini, alle Tre Colonne oggi nella collezione del Mambo di Bologna- aggiungono presidente e assessora-. Dalla scultura Colpo d’Ala, nella piazza a lui intitolata a Morciano di Romagna, al Tronco di Cono che svetta nell’alveo del fiume Bidente a Santa Sofia, al monumento ai partigiani al cimitero San Cataldo di Modena, fino all’Obelisco per Cleopatra appena sostituito dalla Lancia di luce II a Soliera.  Solo alcune delle tante opere di Arnaldo Pomodoro che siamo orgogliosi di ospitare in Emilia-Romagna. A testimonianza di un rapporto con la sua terra d’origine che non si è mai interrotto e che continuerà nel tempo, dialogando con gli spazi e le comunità in cui queste opere sono ospitate”.

Mezzetti: “Ci lascia un assoluto protagonista dell’arte contemporanea che ha avuto tanti e importantissimi legami con la nostra città, il territorio modenese e tutta l’Emilia-Romagna”

Il sindaco Massimo Mezzetti esprime il proprio cordoglio per la scomparsa di Arnaldo Pomodoro e sottolinea i tanti e importanti legami con Modena e non solo.

“La scomparsa di Arnaldo Pomodoro ci rattrista, ci lascia un assoluto protagonista dell’arte contemporanea che ha avuto tanti e importantissimi legami con la nostra città, il territorio modenese e tutta l’Emilia-Romagna.

L’opera che si trova al Famedio partigiano del cimitero di San Cataldo, dedicato alla Resistenza modenese e commissionato dal Comune assieme all’Anpi agli inizi degli anni settanta è la scultura che simboleggia ciò che sta alla base dell’identità di Modena che rinacque dopo la guerra. Un’opera di arte pubblica, potente e comunicativa, parte di una mappa che tocca anche Soliera dove presto inaugurerà la ‘Lancia di luce’ che prenderà il posto dell”Obelisco di Cleopatra’ e tengo a ricordare per dare ancora più valore a politiche culturali lungimiranti. E ancora, tanti ricorderanno la perfezione della sua ‘Sfera n° 1’ che lo fece conoscere al mondo e fu esposta nel Palazzo dei Musei in occasione dell’edizione 2004 del Festivalfilosofia. Pomodoro lascia un’eredità di cui siamo grati e orgogliosi, salutiamo un maestro che ha disseminato di bellezza tante città italiane e non solo”.

QUI SOLIERA

«Con profonda commozione apprendiamo la notizia della scomparsa del Maestro Arnaldo Pomodoro. A nome dell’Amministrazione comunale di Soliera e dell’intera comunità, esprimo il nostro cordoglio a famiglia e Fondazione per la perdita di una delle voci più autorevoli, coraggiose e visionarie della scultura contemporanea. Pomodoro ha attraversato quasi un secolo raccontandolo con opere che sono diventate simboli, luoghi di riflessione, di incontro e di bellezza».
 
In allegato la foto di Lancia di Luce II, l’opera di Pomodoro installata da poco a Soliera, e una della sindaca Caterina Bagni.