CAMPOSANTO –  I sindacati hanno organizzato per lunedì 26 maggio un presidio davanti all’azienda per chiedere interventi concreti e tutela occupazionale per i 147 dipendenti della ceramica con stabilimento a Camposanto e sede a Maranello.

La politica modenese ha espresso solidarietà ai lavoratori dell’azienda, alcuni ancora in cassa integrazione e senza retribuzione.

I parlamentari modenesi del PD presenteranno un’interrogazione al Ministero delle Imprese e a quello del Lavoro

Intanto, la Regione ha convocato un tavolo di crisi.

La sindaca di Camposanto, Monja Zaniboni sollecita “azioni efficaci e strumenti concreti”.

“Da oltre un anno, come amministrazione comunale stiamo seguendo con attenzione e responsabilità la difficile situazione della ceramica Opera, consapevoli del forte impatto che ha su tante famiglie del nostro territorio. Ci siamo sempre attivati in rete con le istituzioni competenti e i rappresentanti dei lavoratori per costruire percorsi di tutela e tenuta sociale. È fondamentale che ora però si mettano in campo strumenti concreti, a partire dalla proroga degli ammortizzatori e da politiche attive per la ricollocazione. Il Comune ribadisce la piena disponibilità a collaborare con Regione, Provincia e parti sociali per affrontare insieme questa crisi, con realismo, ma anche con la volontà di non lasciare indietro nessuno. I lavoratori di Opera e le loro famiglie meritano attenzione, dignità e futuro”.

L’azienda si è insediata nel 2003 presso la frazione Bosco Saliceta (Camposanto), dove in precedenza hanno esercitato le aziende cessate, Rubino e Bosco. Il fronte sindacale, che ha raccolto la rabbia dei lavoratori anche per i ritardi o i mancati pagamenti, ha già richiesto di utilizzare gli ammortizzatori sociali e di esplorare, nel contempo, ogni possibilità per rilanciare la continuità produttiva e occupazionale. 

 

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