Amministrative San Prospero
“Aimag, sveglia ai sindaci”: il Comitato scuote politica e vertici della multiutility
CARPI – «Sono passati sette mesi dalla doppia bocciatura dell’operazione Aimag-Hera da parte delle Corti dei Conti lombarda ed emiliano-romagnola. Perché sul futuro di Aimag tutto tace?». È da questa domanda, pronunciata davanti al pubblico riunito l’altro giorno nella sala Duomo di Carpi, che il Comitato “Aimag per il Territorio” ha scelto di riaprire il confronto politico e pubblico sul destino della multiutility modenese.
L’assemblea, significativamente intitolata “Aimag, il tempo delle scelte”, ha visto intervenire in particolare Giulia Pivetti e Alberto Silvestri, che hanno tracciato un quadro fortemente critico dell’attuale situazione societaria e della governance dell’azienda, chiedendo maggiore trasparenza, tempi rapidi sulle decisioni imminenti e una riflessione più ampia sul ruolo pubblico di Aimag.
Nel corso dell’incontro è emerso con forza un punto politico preciso: secondo il Comitato, la doppia bocciatura delle Corti dei Conti avrebbe dovuto rappresentare uno spartiacque, una sveglia per i vertici della multiutility e per i sindaci soci. E invece, denunciano i promotori, in questi sette mesi non sarebbe accaduto praticamente nulla. Nessun vero dibattito pubblico, nessuna spiegazione ai cittadini sulle criticità evidenziate dalle magistrature contabili, nessuna assunzione di responsabilità, nessun passo indietro e nemmeno la presentazione di un piano industriale alternativo dopo il tramonto dell’operazione Hera.
Un silenzio che, secondo il Comitato, pesa ancora di più perché riguarda una delle principali società pubbliche del territorio e servizi essenziali per migliaia di cittadini. In questo scenario, hanno sottolineato più volte i relatori, gli unici ad aver riportato il tema al centro della discussione pubblica sarebbero stati proprio i cittadini riuniti nel Comitato “Aimag per il Territorio”.
Al centro dell’incontro, il lungo stallo seguito alla bocciatura del progetto di progressivo avvicinamento tra Aimag e Hera. Secondo il Comitato, il pronunciamento delle magistrature contabili avrebbe dovuto aprire una fase nuova, caratterizzata da un ripensamento complessivo della governance e delle strategie industriali della società. Al contrario, sostengono i promotori dell’assemblea, «nulla si è mosso in questi mesi», alimentando il sospetto che si stia tentando di mantenere immutati gli attuali equilibri.
Uno dei punti più urgenti riguarda il rinnovo del Patto di sindacato, definito dal Comitato «indispensabile affinché i soci pubblici della multiutility possano presentarsi uniti in assemblea». Un passaggio ritenuto decisivo anche alla luce delle osservazioni formulate dalla Corte dei Conti, che avrebbe evidenziato come l’assenza di un controllo pubblico congiunto possa mettere a rischio gli affidamenti diretti dei servizi pubblici locali: dal servizio idrico integrato alla raccolta rifiuti, fino alla distribuzione del gas e al teleriscaldamento.
Temi che si intrecciano direttamente con le imminenti scadenze societarie. Entro il 30 giugno dovrà infatti essere presentato il bilancio 2025 e, subito dopo, l’attuale Consiglio di amministrazione decadrà, rendendo necessario il rinnovo degli organi di vertice.
Proprio sul CdA si è concentrata gran parte dell’intervento di Alberto Silvestri. «L’attuale consiglio – ha affermato – è stato nominato nel 2023 da sei sindaci su 21 e da due soci privati con il mandato implicito di consegnare la gestione dell’azienda a un direttore indicato da Hera e ad amministratori nominati con il concorso determinante della stessa». Una governance che, secondo il Comitato, sarebbe rimasta in carica nonostante «le evidenti responsabilità, illegittimità e deviazioni del progetto» già evidenziate dalle Corti dei Conti.
Da qui la richiesta di un cambio di passo immediato e di un confronto pubblico più trasparente sulle prossime nomine. Il Comitato giudica infatti «inopportuna» la presenza nel consiglio di amministrazione di rappresentanti riconducibili al socio privato, richiamando possibili conflitti di interesse nelle future decisioni sui servizi pubblici e sulle eventuali trattative industriali.
Ma la discussione, nel corso dell’assemblea, ha assunto anche un significato più ampio, quasi identitario. «La domanda di fondo – hanno sostenuto i relatori – è se Aimag debba continuare a essere uno strumento al servizio prioritario del territorio oppure diventare un asset economico da valorizzare attraverso operazioni orientate alla massimizzazione dei dividendi».
Secondo il Comitato, negli ultimi anni si sarebbe affermata una visione sempre più “utilitaristica” dei servizi pubblici, considerati prevalentemente come fonti di redditività. Una deriva che rischierebbe di allontanare Aimag dalla propria missione originaria: garantire servizi efficienti e sostenibili ai cittadini mantenendo una governance saldamente nelle mani dei Comuni.
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Critiche sono state rivolte anche al ruolo assunto da Hera all’interno della società. «Ci si chiede – ha osservato Silvestri – se Hera debba essere necessariamente rappresentata come avvenuto finora, considerato che non è mai esistito un vero accordo industriale». Una presenza definita dal Comitato «costante e pervasiva», tale da avere orientato negli anni molte delle principali scelte strategiche della multiutility.
Nel corso dell’incontro non sono mancati richiami alla necessità di riportare la discussione sul futuro di Aimag fuori dalle sole sedi tecniche e amministrative, aprendola invece ai cittadini e ai territori che della multiutility sono soci e utenti. «Aimag – hanno concluso i promotori – non appartiene a singoli gruppi o agli amministratori, ma alla comunità che ne ha costruito nel tempo il patrimonio industriale, economico e professionale. Per questo ogni scelta sul suo futuro deve passare dalla massima trasparenza».
Un appello rivolto direttamente ai sindaci dell’area nord modenese, chiamati nelle prossime settimane a decidere non soltanto il rinnovo degli organi societari, ma anche quale modello di governance e quale visione industriale dovranno guidare Aimag negli anni a venire.







































