Partorisce due gemelli e chiede il doppio congedo parentale. Glielo negano e deve fare ricorso in Tribunale.  La neo mamma modenese ha dovuto intraprendere il percorso giudiziario per vedersi riconoscere i suoi diritti e il 14 marzo 2024, il Tribunale del Lavoro di Modena ha emesso una sentenza favorevole a una docente di scuola primaria che aveva richiesto il congedo parentale retribuito al 100% per ciascun gemello, in occasione della nascita dei suoi due bambini.
 

La vicenda era iniziata quando la maestra aveva utilizzato i primi 30 giorni di congedo parentale, godendo del 100% della retribuzione, come previsto dalla legge, e successivamente aveva chiesto un ulteriore periodo di 30 giorni per il secondo gemello, spiegando che il congedo era legato alla nascita di ciascun figlio. La richiesta, tuttavia, era stata inizialmente respinta dalla dirigente scolastica, che aveva interpretato il beneficio economico come legato all’evento della nascita e non al numero di figli.

Nonostante il rifiuto, la docente, supportata dalla Uil Scuola di Modena e dall’avvocato del sindacato Antonio Mavilia, aveva avviato una causa legale. Il Tribunale del Lavoro ha accolto le sue richieste, ribaltando la decisione della dirigente scolastica, affermando che il congedo parentale con retribuzione al 100% deve essere riconosciuto per ogni bambino, e non solo in relazione al parto come evento unico. Il giudice ha sottolineato che il congedo deve essere considerato un diritto della madre, non un privilegio, poiché costituisce uno strumento di supporto fondamentale.

Il sindacato Uil Scuola ha celebrato la sentenza come una vittoria non solo per la docente, ma per tutte le famiglie italiane e per i lavoratori della scuola. Dario Catapano, segretario provinciale della Uil Scuola di Modena, ha evidenziato come questa vittoria rappresenti un passo importante verso una scuola più giusta e inclusiva. Ha anche sottolineato il ruolo determinante del sindacato nella difesa dei diritti dei lavoratori, facendo riferimento ad altre battaglie legali vinte in passato, come quella sull’assegnazione temporanea per i genitori con figli sotto i tre anni.