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Sicurezza idraulica, Platis (FI): “Regione ripristini il piano di controllo della volpe, argini dei fiumi a rischio”
“La Regione Emilia-Romagna ripristini subito il piano di controllo della volpe. A rischio gli argini dei fiumi e la sicurezza idraulica”.
A chiederlo attraverso una nota stampa è Antonio Platis, vicecoordinatore regionale di Forza Italia e capogruppo in Provincia a Modena:
“Era stato varato dopo l’alluvione di Bomporto e pochi mesi prima di quella di Nonantola, ma oggi il piano di controllo della volpe non c’è più in quanto ‘scaduto’ il 31 dicembre 2023. La Regione Emilia-Romagna, nonostante la rotta di 23 corsi d’acqua nel maggio scorso, non ha ancora deliberato il nuovo piano di controllo.
Inutile ricordare – attacca Platis – che questi animali sono, assieme ad istrici, tassi e nutrie, le principali cause dell’indebolimento degli argini. Tant’è che il piano 2019 indicava tra le priorità la tutela dell’integrità dei terrapieni di infrastrutture viarie o ferroviarie e degli argini pensili.
Non si cada quindi nell’errore di contrapporre pro e contro della caccia: qui il tema non è la tutela di animaletti più o meno simpatici ma quello della sicurezza idraulica. La sinistra radical chic, accecata da un ambientalismo fanatico, rischia di mettere nuovamente in pericolo imprese e cittadini. A breve – ricorda Platis – ripartirà il periodo riproduttivo e delle cure dei piccoli (dal 15 febbraio al 30 giugno) e non sarà più possibile controllare il proliferare delle tane negli argini.
La Regione Emilia-Romagna aveva approvato il Piano di controllo della volpe con validità 2019 – 2023. Nel Piano si faceva presente che la specie è diffusa sul 92,2% della superficie complessiva, vale a dire pressoché l’intero territorio senza soluzione di continuità dalla pianura al crinale appenninico. Il Piano di controllo poteva essere attuato nei terrapieni o negli argini pensili laddove gli Enti gestori della rete viaria, ferroviaria o dei corsi d’acqua, i Comuni, la protezione civile o altri soggetti preposti alla sicurezza pubblica rilevino situazioni di estrema criticità documentate e georeferenziate e direttamente collegabili alla presenza di tane di volpe. Successivamente alla rimozione delle volpi dalle tane o comunque una volta verificata la mancanza di frequentazione da parte di mammiferi fossori, si doveva seguire l’immediata e completa chiusura delle tane mediante interramento. Tutto questo, da dicembre, non è più in vigore”.






































