SOLIERA – Da Luigi Ghirri a Marina Ballo Charmet, da Franco Vaccari a Paola di Bello, da Olivo Barbieri a Guido Guidi, da Gabriele Basilico ad Alessandra Spranzi, da Mario Cresci a Silvio Wolf. Sono solo alcuni degli artisti le cui opere sono raccolte nella mostra “Il linguaggio delle immagini. Fotografia in Italia tra gli anni ’80 e ’90”, a cura di Marcella Manni presso il Castello Campori di Soliera, a rappresentare un periodo storico carico di trasformazioni tecnologiche e formali. Domenica 7 gennaio, ultimo giorno di apertura, alle 11 è prevista una visita guidata gratuita. In mostra sono presenti gli artisti: Andrea Abati, Marina Ballo Charmet, Olivo Barbieri, Gabriele Basilico, Vanessa Beecroft, Carlo Benvenuto, Vincenzo Castella, Giovanni Chiaramonte, Mario Cresci, Paola De Pietri, Paola Di Bello, Vittore Fossati, Alberto Garutti, Piero Gemelli, Luigi Ghirri, Paolo Gioli, Guido Guidi, Marzia Migliora, Paolo Mussat Sartor, Occhiomagico, Cristina Omenetto, Luigi Ontani, Giulio Paolini, Marco Signorini, Alessandra Spranzi, Alessandra Tesi, Franco Vaccari, Silvio Wolf, Michele Zaza.

 
La fotografia è un mezzo profondamente influenzato dallo sviluppo tecnologico. Il periodo tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta ha impresso una forte accelerazione da un punto di vista tecnico, prima con la diffusione di computer e internet e poi del supporto digitale. Ma sono anche anni durante i quali ci si è dovuti confrontare da un lato con l’eredità culturale di Luigi Ghirri – scomparso nel 1992 – e dall’altro con esperienze di pratica e di ricerca oltre confine, iniziate già dalla fine degli anni Ottanta. Sperimentazione, individuazione di un linguaggio personale, militanza politica e attivismo: la ricerca artistica di quegli anni conserva la spinta, mai esaurita, delle esperienze concettuali e anticipa, impiegando le evoluzioni tecnologiche, molta della ricerca attuale, soprattutto sul piano teorico. Figura umana e paesaggio restano i soggetti della rappresentazione, la nozione di oggettività lascia ora spazio a quello dell’esperienza e della distanza verso l’uso descrittivo della fotografia, per un impiego funzionale e non meramente esibito di competenze tecniche. Ogni artista interpreta in modo coerente e personale la ricerca: l’accostamento delle opere in mostra – libero da un criterio cronologico – consente di leggere questo passaggio da diversi punti di vista. 
 
 
Gli autori sono scelti indipendentemente dal criterio anagrafico, ma concentrando l’attenzione sulle opere; con questo stesso approccio si sono scelti autori che in quegli anni operavano con una pluralità di linguaggi. Le opere in mostra provengono da importanti collezioni, tra cui il Museo di Fotografia di Cinisello Balsamo e la Fototeca della Biblioteca Panizzi, di Reggio Emilia, oltre a gallerie e collezioni private, così da ricercare approcci e una tendenza del collezionismo come forma non solo di conservazione, ma anche di divulgazione dell’arte contemporanea. Analizzare quali autori e quali opere si rintracciano nelle collezioni pubbliche e private contribuisce a fornire una lettura storica trasversale delle esperienze, spesso di singoli e non di scuola, delle linee di ricerca e interesse degli autori.
 
Orari: Sabato e domenica ore 09.30-13.00 e 15-19.30. Domenica 7 gennaio ore 11 visita guidata gratuita; prenotazione consigliata a questo link: https://bit.ly/3nWgud5
 
Ingresso gratuito.