In un’intervista rilasciata al Carlino Francesco Ori- ex assessore provinciale e tesoriere Pd- aveva proposto se stesso come papabile candidato Pd alle Amministrative del 2024. Una candidatura stroncata dai vertici del Partito democratico che, nella nota stampa diramata, hanno considerato la proposta di Ori “una posizione personale, che non rappresenta quella del Pd provinciale”.

Questa la nota di Federica Venturelli e Roberto Solomita, segretari rispettivamente del Pd di Modena e della Federazione provinciale:

“Questo è il tempo dell’ascoltodell’elaborazione e della condivisione di proposte credibili, con le comunità e con le forze politiche e sociali con le quali affronteremo la sfida delle prossime amministrative.

Un percorso avviato in primavera e approvato nell’assemblea comunale della città, con più di 200 persone a marzo, votato alla unanimità nella direzione provinciale dello scorso luglio e ribadito domenica nell’Assemblea Provinciale.

Questa è la strada intrapresa e per questa proseguiremo.

In queste settimane abbiamo letto di decine di ipotetiche candidature, ultima tra le quali riguarda Francesco Orisi tratta di una posizione personale, che non rappresenta quella del Pd provinciale del quale era tesoriere, carica da cui si è dimesso prima di rilasciare l’intervista.

È il tempo della responsabilità collettiva, e non dei personalismi, di lavorare per costruire un programma elettorale con tutti i pezzi della città, di ascoltare e proporre, e trovare il migliore candidato/a che possa rappresentare al meglio i nuovi bisogni della città e nessuno a questo può sottrarsi.

Le candidate o i candidati sindaci e le modalità per selezionarli saranno scelti con un confronto aperto e trasparente tra gruppi dirigentiiscritti e alleati, e con la città, nel rispetto dello statuto e del rapporto con le altre forze della coalizione che stiamo provando a costruire.

Facciamo nostra la spinta a pronunciarsi sulle questioni sfidanti che riguardano il futuro delle città, e la consapevolezza che tutti possono essere utilima nessuno è indispensabile, riassegnando al Partito Democratico un ruolo decisivo nella gestione di questi passaggi”.