Amministrative San Prospero
Traffico Modena. Complanarina, chiusura della Nuova Estense dal 27 giugno
Partirà con una chiusura totale della Nuova Estense uno dei passaggi più delicati del cantiere della Complanarina, l’infrastruttura che collegherà il sistema delle tangenziali al casello autostradale di Modena sud attraverso il prolungamento della Complanare Einaudi. Dal 27 giugno e fino alla fine di luglio, la Statale 12 sarà interrotta all’altezza di Cantone del Mugnano, in corrispondenza del cavalcavia sull’Autostrada, per consentire interventi strutturali considerati indispensabili al completamento dell’infrastruttura.
Prima dello stop completo, è previsto un primo intervento nel weekend a partire da venerdì 15 maggio: in quel caso ci saranno limitazioni alla circolazione, ma non la chiusura totale, inizialmente ipotizzata da Autostrade per l’Italia.
L’aggiornamento è stato fornito in Consiglio comunale dall’assessore alla Mobilità Giulio Guerzoni, che ha riportato quanto definito dal Comitato Operativo Viabilità (Cov) riunito in Prefettura il 28 aprile, rispondendo a un’interrogazione dei consiglieri Pd Luca Barbari e Francesco Fidanza.
Un cantiere strategico ma impattante
I lavori che comporteranno la chiusura riguardano l’allungamento del ponte della Nuova Estense, necessario per permettere il passaggio della Complanarina a sud dell’Autostrada, in parallelo all’attuale asse viario.
Si tratta di un intervento tecnicamente complesso e inevitabilmente impattante sulla viabilità. «Sono lavori che creeranno disagio – ha spiegato Guerzoni – ma rappresentano un passaggio obbligato: solo completata l’intersezione con il sottopasso si potrà procedere con l’ultimo tratto della Complanarina, inclusi gli allacci dello svincolo e le opere di finitura».
Secondo il cronoprogramma illustrato da Autostrade per l’Italia nei tavoli tecnici, i lavori proseguiranno per tutto il 2026, con conclusione prevista a gennaio 2027.
Iter sbloccato dopo mesi di stallo
La fase attuale arriva dopo un lungo periodo di incertezza, legato in particolare al nodo del Piano economico-finanziario (Pef) necessario a garantire la copertura dell’opera.
«La situazione di stallo sembra finalmente superata – ha sottolineato Guerzoni –. C’è ancora lavoro da fare, ma ora si intravede il traguardo». Un risultato che, secondo l’assessore, è frutto anche dell’azione istituzionale portata avanti dal Comune e dal sindaco Massimo Mezzetti negli ultimi due anni, tra interlocuzioni con il Ministero, iniziative pubbliche e confronto costante con i cittadini.
Determinante è stata anche la convergenza politica sul tema: «L’unità tra maggioranza e opposizione – ha evidenziato – ha rappresentato un elemento importante nel dialogo con il livello nazionale».
Tra i passaggi chiave recenti, l’incontro del 23 marzo in Municipio con i tecnici di Autostrade e il via libera ministeriale che ha consentito di dare continuità al cantiere. A seguire, il Cov del primo aprile ha definito la pianificazione operativa dei lavori.
Le richieste del Consiglio: tempi, fondi e pressione sul Governo
L’interrogazione presentata dai consiglieri Barbari e Fidanza ha toccato i punti più critici ancora aperti: la certezza dei finanziamenti, i tempi di conclusione e il ruolo del Comune nei rapporti con il Ministero delle Infrastrutture.
Tra le proposte, anche quella di promuovere un’iniziativa unitaria coinvolgendo parlamentari e sindaci del territorio per esercitare una pressione congiunta sul Governo e accelerare l’approvazione definitiva del Pef.
Il nodo idraulico di Paganine: “Serve più trasparenza”
Parallelamente all’avanzamento dei lavori, resta alta l’attenzione sulle criticità idrauliche emerse nelle frazioni interessate dal cantiere, in particolare a Paganine, dove nell’autunno 2024 si sono verificati allagamenti ed esondazioni.
In Consiglio è intervenuto anche l’assessore all’Ambiente Vittorio Molinari, rispondendo a un’interrogazione del consigliere Fabio Poggi. «Aspi ritiene il sistema idraulico completo e funzionante – ha spiegato – ma il Comune vuole verifiche dirette e approfondite».
Negli ultimi mesi sono stati introdotti alcuni correttivi: un sistema di “troppopieno” per deviare le acque in eccesso fuori dal borgo e un nuovo fosso perimetrale nell’area di sosta delle corriere, per migliorare il deflusso.
Nonostante ciò, l’Amministrazione ha chiesto ad Autostrade tutta la documentazione tecnica – disegni, calcoli e progetti aggiornati – per valutare l’effettiva tenuta del sistema, soprattutto in caso di precipitazioni intense. È previsto un confronto tecnico per eventuali ulteriori interventi.
Gestione, risarcimenti e nuovi interventi
Secondo la convenzione tra gli enti, la Complanarina sarà gestita dal Comune di Modena, mentre la manutenzione resterà in capo ad Autostrade per l’Italia.
Sul fronte dei risarcimenti per i danni causati dagli allagamenti, gli acconti sono stati liquidati nell’agosto 2025, mentre la Regione Emilia-Romagna sta completando i pagamenti dei saldi.
Guardando al futuro, è già finanziata anche la cassa di laminazione del torrente Tiepido, un’opera da 12 milioni di euro che dovrebbe contribuire alla sicurezza idraulica dell’area: l’avvio della progettazione è previsto indicativamente per giugno 2026.
Un’opera attesa, tra disagi e prospettive
La chiusura della Nuova Estense rappresenta quindi un passaggio cruciale per un’infrastruttura attesa da anni e considerata strategica per la viabilità modenese. Il mese di stop al traffico comporterà inevitabili disagi, ma segna anche l’ingresso nella fase finale del cantiere.
Se il cronoprogramma sarà rispettato, entro gennaio 2027 la Complanarina potrà finalmente essere completata, ridisegnando in modo significativo i collegamenti a sud della città. Rimangono però aperti i temi della sicurezza idraulica e della piena stabilità finanziaria dell’opera, su cui istituzioni e cittadini continueranno a chiedere risposte puntuali.






































