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Letizia Borri, da MasterChef ai progetti futuri: “Realizzare i propri sogni è un lavoro duro”
Le interviste di Francesca Monari. Oggi con Letizia Borri
Classe ‘96, dopo l’uscita dal Talent culinario per il quale ha lasciato il lavoro, è sempre rimasta ben concentrata sul suo obiettivo; quello che realmente la fa sentire viva, la cucina.
Un Laboratorio di cucina-terapia, un luogo di aggregazione e inclusione per ragazzi con diverse abilità; questo il suo sogno.
“Un progetto che custodisco in un cassetto da qualche anno ormai e che per ora fatico a realizzare per mancanza di finanziamenti. Intanto per mantenermi lavoro come educatrice e tutor presso un Ristorante avviato da un Cooperativa Sociale. Affianco i dipendenti con disabilità in cucina. E la sera faccio la cameriera: non mi riposo mai ma sono felice!” – dice.
Mamma modenese e papà nativo dell’appennino emiliano, è cresciuta in campagna. L’amore per la natura, per la cucina e per le persone, in particolare per quelle più fragili, glielo hanno trasmesso i nonni coi quali ha passato moltissime estati, ma non solo.
Ed è proprio la predisposizione al sociale, che ha respirato sin da piccola, a spingerla verso un percorso di studi in scienze sociali. Poi verso una laurea in scienze dell’educazione ad indirizzo socio sanitario a cui è seguito un Master per coordinatrice di strutture assistenziali.
Un percorso che l’ha portata anche ad iscriversi ad Infermieristica e ad ottenere un lavoro in sala operatoria presso un Ospedale della zona.
“Un ruolo che mi piaceva molto e dei colleghi fantastici, ma la cucina mi piace ancora di più e così quando ho superato le selezioni per entrare a MasterChef ho deciso di provarci. Lo ritenevo un importante percorso di crescita personale; un modo per avere delle conferme che avrebbero sicuramente aiutato la mia scarsa autostima. Stavo attraversando un momento delicato e mi sono rifugiata in qualcosa che per me c’è sempre stata: la cucina. È lì che rifuggivo anche quando, durante l’adolescenza venivo bullizzata”
In attesa di realizzare il suo progetto, ha accanto a sé nonna Grazia che pure l’ha aiutata nei momenti di grande difficoltà e ha un’altra cosa che c’è sempre stata: ovvero la cucina come terapia del sé.



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