CONCORDIA – Vive a Concordia Elisa, nella Bassa modenese, come le piace specificare sempre e di recente ha deciso di intraprendere l’avventura di diventare imprenditrice.

“La paura è sempre dietro l’angolo ma la gratitudine e la gioia che mi trasmettono le mie clienti quando provano uno dei miei capi non ha eguali” – racconta. Fin da piccola Elisa adorava il mondo della moda ed ha avuto la fortuna di venire su tra tessuti, ago e filo nella ditta di confezioni – in conto terzi – dei genitori. Diplomata nel 2007 all’Istituto professionale Galilei, indirizzo Moda, Elisa inizia a lavorare poco dopo.

‘Modelli a video, scatti taglia e piazzamenti’, il suo pane quotidiano. Le piaceva molto e ha imparato tantissimo. Poi però nel 2008 la crisi ha messo in ginocchio questa piccola realtà ed Elisa si è trovata senza più un impiego. Il periodo non era dei migliori e dopo diversi tentativi di ricollocarsi non andati a buon fine decide di abbandonare il mondo della moda. “Mi ero persino convinta che se non mi assumevano il problema ero io” – dice. Lo sconforto fu tale che non ne volle più sapere di quel mondo così bello e affascinante ma nel quale ormai le sembrava impossibile rientrare.

“Così ho cominciato a fare l’operaia in un’azienda biomedicale e lì sono rimasta per 5 anni e, nel weekend, per arrotondare, lavoravo in un Bar. Poi nel 2012 il terremoto ha fatto barcollare anche me: il biomedicale non era assolutamente il mio mondo e quindi decisi che avrei dovuto fare l’impossibile per riprendere in mano la mia vita e la mia più grande passione” – racconta. Prima di tutto, consapevole che in quegli anni lontana dal mondo della moda tanto era cambiato ed era necessario aggiornarsi, si è iscritta all’Accademia di Belle Arti di Rimini, indirizzo Fashion Design. Ed è così che è iniziata quella che lei definisce “la sua bellissima avventura a Rimini”. La frequenza era obbligatoria quindi partiva il lunedì mattina e tornava il venerdì perché il lavoro serale del weekend, nonostante il carico della settimana, non l’ha mai abbandonato.

“Sono stati anni tosti ma stavo facendo esattamente quello che volevo e quello che mi piaceva, quindi non le pesava nulla. Nel 2016 mi sono laureata ed ero felicissima, ce l’avevo fatta da sola ero molto orgogliosa di me stessa” – prosegue. “Fiera del mio titolo di studio, ho iniziato a mandare di nuovo curriculum a tutte le aziende di moda, ma questa volta, l’ostacolo è stata la mia età. Ad un paio di colloqui ho percepito chiaramente che i miei 28 anni potevano essere un problema; si perchè sarei potuta rimanere incinta da un momento all’altro e causare dei problemi…”

Ma la sua tanto sudata laurea meritava una chance e questa volta quell’incidente di percorso le ha permesso di capire quale sarebbe potuta essere la strada. E l’ha percorsa con un piano ben preciso: subentrare nella ditta di famiglia e proseguire – non più come terzista – ma inserendo una sua linea di abbigliamento di cui già raccoglie i frutti. “E quest’anno diventerò anche mamma! Mi sono ripromessa che se riuscirò ad espandermi e assumerò delle giovani donne, non mi comporterò come qualcuno in passato ha fatto con me, perché la mia sarà un’azienda evoluta, inclusiva e moderna!” – conclude.