Sono passati nove anni dal 19 gennaio 2014, giorno in cui l’argine destro del fiume Secchia cedette – all’altezza di San Matteo – inondando vari paesi della Bassa modenese, tra cui Bastiglia, Bomporto, San Prospero, Camposanto, Finale Emilia, Medolla e San Felice sul Panaro.

Il volume d’acqua fuoriuscito dallo sgretolamento dell’argine del Secchia è stato stimato tra i 36 milioni e i 38 milioni di metri cubi, con un colmo dell’onda di piena superiore ai 400 metri cubi al secondo. Quasi due metri di acqua e fango sommersero i comuni della Bassa modenese e si portarono via automobili, case, campi e aziende. Centinaia le persone rimaste isolate: senza corrente, riscaldamento e acqua potabile. Una persona, Giuseppe Oberdan Salvioli venne inghiottita dalle acque fredde.

Oggi, 19 gennaio 2023, a distanza di nove anni dai quei terribili momenti, la Bassa modenese si stringe nel ricordo di quella tragica giornata.