In riferimento al sopralluogo in più tappe– lo scorso 15 novembre- durante il quale la vicepresidentessa della Regione Irene Priolo ha fatto il punto sull’attuazione delle opere di sicurezza del nodo idraulico modenese il Comitato salute ambientale di Campogalliano, il Comitato Arginiamo (Bastiglia e Bomporto), il Comitato Secchia e il Comitato respiriamo aria pulita Modena desiderano fare alcune precisazioni sulla sicurezza dei dei fiumi modenesi.

Questa la nota dei Comitati della pianura modenese:

“Alla Fossalta sono stati presentati i lavori di ricostruzione degli argini del Tiepido come messa in sicurezza della confluenza Tiepido-Panaro. Facciamo presente che i lavori non cambiano il livello di sicurezza dei fiumi modenesi, sempre molto basso, e non essendoci i progetti per un livello di sicurezza minimo le cose rimarranno così.

Il livello di sicurezza del Panaro è limitato dalla capacità della cassa di espansione oggi valutata da Aipo come adeguata solo alle piene medie con tempo di ritorno 50 anni e rimane così anche dopo questa opera, quindi lontano dal livello di sicurezza fissato dalla regione a 200 anni, ma anche a quello minimo della piena centenaria in vigore negli anni 80.

Abbiamo appreso che non ci sono neppure i progetti per la messa in sicurezza per un livello minimo.

Per il Secchia è stato evidenziato l’adeguamento degli argini dimenticando però il mancato intervento sulla cassa di espansione rimasta uguale dall’inaugurazione del 1980 e cioè piccola e con gravi errori di progetto nel manufatto della diga.

Ad ora il Secchia è in sicurezza solo per le piene piccole a 20 anni oltre ad avere opere come ponte Alto pericolose perché fuori dai parametri di sicurezza idraulica come documentato dalla relazione dell’ingegnere Aipo Zanichelli.

Il progetto di miglioramento ad oggi finanziato è lontano dal livello di sicurezza minimo.

Il Naviglio è oggi adeguato solo alle piene piccole e le opere per raggiungere un livello di sicurezza minimo mancano.

Del sollevatore delle acque nel Panaro a Bomporto per le grosse piene autunnali non c’è ancora il progetto, mentre per la cassa di espansione ai prati di San Clemente i lavori sono ancora a metà e a rilento da tempo”.