Attraverso una nota stampa, la consigliera regionale e capogruppo Forza Italia Emilia-Romagna, Valentina Castaldini, interviene in merito al tema del contrasto agli animali fossori, la cui opera di scavo negli argini dei fiumi è stata spesso tra le cause che hanno portato alla rottura degli argini stessi:

“Dopo le drammatiche alluvioni di Bomporto nel 2014 e di Nonantola nel 2020 si è riusciti finalmente ad inserire, in modo organico, il contrasto agli animali fossori, reputati tra le principali cause delle ultime e gravissime esondazioni che hanno colpito il modenese. I fossori sono animali che, per loro natura, scavano il terreno, come talpe, nutrie, volpi, istrici oltre a invertebrati e insetti. La loro opera di scavo negli argini dei fiumi è stata una delle principali cause di rottura che ha portato alle spaventose alluvioni del 2014 e 2020.

La Commissione Bilancio ha accolto il mio emendamento per avviare un piano, continuo e sistematico, di contrasto alle nutrie ed agli istrici in primis, che scavano gli argini, indebolendoli significativamente, per costruire le proprie tane.

Ho raccolto in questi mesi le istanze della referente degli alluvionati di Nonantola Monica Contursi e dei consiglieri comunali Pino Casano di NonantolaMichele Sardone di Castelfranco Emilia e Giuseppe Volpe di Bomporto. Tutte le indicazioni andavano in una direzione: la messa in sicurezza dei territori attraversati dai grandi corsi d’acqua passava da un lavoro serio e puntuale sul controllo delle specie con abitudini fossorie, per evitare che si ripetano catastrofi che hanno portato danni per 100 milioni di euro a Nonantola e 400 milioni a Bomporto.

La Regione concorrerà al finanziamento delle spese per l’attuazione dei piani da parte delle Province e della Città metropolitana di Bologna. I contributi concessi potranno ad arrivare al limite massimo di 500.000 € per il 2023 ed il 2024 e copriranno, oltre alla prevenzione dei crolli delle arginature dei corsi d’acqua con il contrasto degli animali fossori anche il contrasto alla diffusione della Peste Suina Africana”.