Amministrative San Prospero
Daniele Galavotti: “Non basta attrarre talenti, occorre saperseli tenere”
di Francesca Monari
Se è vero che il distretto biomedicale è ripartito di slancio dopo il terremoto e ora fa da traino a tutta la provincia per guardare oltre la pandemia, è anche vero che per non minare questa “forte spinta” dobbiamo dare risposta a delle impellenti esigenze in tempi brevi.
Spazi di aggregazione sociale, alloggi, asili facilmente accessibili, servizi di baby sitting o doposcuola, strutture di accoglienza per i visitatori nazionali e internazionali in transito nel distretto, vie di ingresso e uscita merci dedicate e una viabilità stradale all’altezza, sono solo alcuni dei bisogni essenziali che – secondo Galavotti – in primis i residenti e subito dopo chi viene da fuori per lavorare nel nostro distretto, devono poter trovare.
La situazione attuale – scrive l’imprenditore – è molto poco attraente e causa perdite di personale giovane e meno giovane sulla quale le nostre aziende investono.
“Sono perdite che non fanno rumore ma non per questo vanno sottovalutate e che non riguardano solo la mia, ma anche altre realtà del distretto” – precisa.
Queste, in sostanza le affermazioni rilasciate dall’imprenditore, sul suo profilo Linkedin e rilanciate la settimana scorsa durante l’evento Biomedical Valley tenutosi a Mirandola per commemorale i dieci anni dal terremoto e i sessant’anni dalla fondazione del distretto medicale. Parole che riporto qui perché giungano, come lui stesso desidera, alle istituzioni comunali, provinciali e regionali.




















