Amministrative San Prospero
Allarme shrinkflation: il Codacons presenta esposto alla Procura
Il prezzo resta lo stesso (anzi in alcuni casi aumenta, anche se di poco) ma la confezione del prodotto è più piccola: è questo il fenomeno dello shrinkflation. Un espediente che sta fruttando grandi guadagni alle aziende produttrici ma, allo stesso tempo, svuota carrelli e tasche dei consumatori.
Qualche giorno fa il Codacons ha presentato un esposto a 104 Procure e Antitrust di tutta Italia: Modena compresa. La richiesta è di aprire indagini sul territorio regionale affinché si verifichi se “la prassi avviata dai produttori e tesa a ridurre le quantità dei prodotti venduti ai consumatori senza ridurre il prezzo delle confezioni, possa costituire fattispecie penalmente rilevanti, dalla truffa alla pratica commerciale scorretta”.
Un fenomeno, quello della shrinkflation, che è stato monitorato anche durante il periodo di Pasqua: “Il peso di alcune colombe – denuncia il Codacons – è passato magicamente da 1 chilo dello scorso anno ai 750 grammi del 2022, mantenendo intatti prezzo e confezioni”.
L’associazione ha chiesto inoltre all’Autorità per la concorrenza e alle magistrature di audire il presidente dell’Istat, nonché Mise, Mef, Federalimentare e le principali multinazionali italiane al fine di acquisire elementi circa il fenomeno in questione.
Ecco quali sono alcuni dei prodotti colpiti dalla shrinkflation:
- Pacchetti con 9 fazzoletti invece di 10
- lattine con 25 ml di bevanda invece di 33
- tubetti di dentifricio con 75 ml di pasta invece di 100 ml
- rotoli di carta igienica con meno strappi, scesi da 250 a 230
- riso in confezioni da 850 gr invece che 1 kg.
Secondo le rilevazioni Istat, nel nostro paese, la pratica di rimpicciolire le confezioni, senza ridurre i prezzi, riguarda soprattutto generi alimentari e prodotti come: zucchero, confetture, miele, cioccolato e dolciumi.




















