ROMA- 2.3 miliardi di euro sequestrati in Italia, negli ultimi mesi, dalla guardia di finanza. E’ questo l’esito dei controlli effettuati dai militari per intercettare i tentativi di frode sulla cessione dei crediti d’imposta, sfruttando le agevolazioni dei vari bonus edilizi.

Incentivi- predisposti dal Governo per favorire la ripartenza del comparto edilizio dopo il Covid- che si sono trasformati in una truffa miliardaria. “La più grande che la Repubblica abbia mai visto” l’hanno definita il presidente Mario Draghi e il ministro dell’Economia Daniele Franco.

Lavori edilizi dichiarati ma mai avviati, crediti ceduti più di una volta con uno schema “a catena” e immobili sui quali sarebbero stati eseguiti gli interventi agevolati non riconducibili ai beneficiari che originariamente hanno avuto accesso ai benefici: queste le modalità utilizate per aggirare la legge e beneficiare indebitamente delle agevolazioni.

Ma ora il Governo cambia musica. Premier e ministro hanno infatti annunciato controlli più “selettivi e mirati” per intercettare i tentativi di frode sulla cessione dei crediti d’imposta.

Il rischio di frode e reciclaccio c’è e, secondo le indagine in corso della guardia di finanza, sarebbe anche molto più alto dei 2.3 miliardi di euro sequestrati fino ad ora.

Indagini in corso a Foggia, Roma, Rimini e Treviso: a causa delle quali, oggi, il superbonus rallenta.