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Appunti di gusto, tutto quello che c’è da sapere della cannella
Originaria dello Sri Lanka la cannella, o cinnamomo, ha viaggiato tutto il mondo e ha conquistato nei secoli il parere favorevole di tutte le popolazioni entrate in suo possesso. È un albero sempreverde della famiglia delle Lauracee che può raggiungere fino ai 10 metri di altezza.
Due le varietà più frequentemente usate: la Cinnamomum zeylanicum e la Cinnamomum cassia. La prima detta anche “cannella regina” o “cannella di Ceylon” è la varietà più pregiata. La seconda di colore bruno-rossiccio dall’aroma più forte, più economica e più diffusa, è forse quella che conosciamo meglio.
Questa spezia a differenza di altre, non si ricava né dal seme né dal frutto ma da fusto e ramoscelli. La classica forma “a pergamena” è dunque spontanea al 100% e si ottiene liberando dal sughero esterno proprio queste parti della pianta.
Per evitare la dispersione dell’aroma è meglio acquistarla in bastoncini.
Nell’Ottocento, era una delle quattro spezie automaticamente considerate nei libri di cucina quando si parlava di “un pizzico di spezie” (le altre erano noce moscata, chiodi di garofano e pepe).
Nel Rinascimento Nostradamus la usava come sostanza per un suo potentissimo filtro d’amore.
Un’antica leggenda racconta che l’albero di cinnamomo fosse l’albero scelto dalle leggendarie fenici, per costruirvi il proprio nido, morire e rinascere.
Ma è nel corso del Medioevo che si consolidò il suo status di “spezia da re”. In questo periodo infatti divenne il simbolo del potere di nobili e aristocratici; addirittura, durante i banchetti, la quantità di cannella utilizzata era proporzionale all’importanza degli ospiti. Inoltre rappresentava uno dei costosi doni che i nobili facevano a re e regine come simbolo di prestigio.
Sapevi che esiste anche il dentifricio alla cannella?






Francesca Monari




















