Da oggi la Loggia dei Pico, storica sede municipale, torna a essere il cuore pulsante della vita cittadina, ridando slancio anche alle numerose attività del centro storico affacciate su piazza Costituente, che da tempo attendevano questo momento.

Con il trasferimento degli uffici di Stato Civile, Polizia mortuaria, Elettorale e Cimiteriale i cittadini mirandolesi iniziano a riappropriarsi, passo dopo passo, della loro “casa” civica.

Il trasloco dalla sede provvisoria di via Giolitti proseguirà nei prossimi giorni con il rientro graduale di tutti i servizi ospitati prima del sisma del 2012. Il prossimo servizio a entrare in funzione in piazza sarà l’Ufficio Protocollo, aperto dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 12.30.

Un processo che continuerà la prossima settimana, quando troveranno spazio nella Loggia anche gli uffici educativi, seguiti progressivamente dal resto della macchina comunale. L’obiettivo è completare l’occupazione entro il 29 maggio, data fissata per l’inaugurazione, nel 14° anniversario del terremoto dell’Emilia.

Il recupero del municipio, consegnato nel 2020, ha subito rallentamenti a causa di alcune scoperte archeologiche emerse nel corso dei lavori.

Tra i cittadini emergono anche alcune perplessità legate alla fruibilità del centro storico. In particolare, c’è chi segnala come, dopo gli anni successivi al terremoto e l’abitudine consolidata a utilizzare i comodi parcheggi della sede comunale in periferia, in via Giolitti, oggi risulti meno agevole passeggiare e accedere al cuore della città. Un cambiamento nelle abitudini che, secondo alcuni, meriterebbe attenzione per rendere il centro più accessibile e vivo.

Accanto a questo, si registra anche una preoccupazione legata alla memoria storica. Alcuni cittadini fanno notare che, sotto la Loggia dei Pico recentemente restaurata, non sono più visibili — sotto la lapide-memoriale della Resistenza — le fotografie dei partigiani mirandolesi uccisi dai nazifascisti. In molti si chiedono se le immagini siano state spostate temporaneamente o se debbano ancora essere ricollocate al termine dei lavori. Una questione sentita, che tocca da vicino l’identità e la memoria collettiva della comunità.

Se il cronoprogramma sarà rispettato, nel giro di poche settimane anche il Consiglio comunale potrà tornare a riunirsi nella sede storica, a circa 14 anni dall’ultima seduta: un passaggio simbolico e significativo nel percorso di ricostruzione post-sisma.

Intanto, per quanto riguarda matrimoni e unioni civili, durante la fase di trasferimento della sala consiliare le cerimonie si stanno celebrando nella Sala Giunta del municipio di via Giolitti, già predisposta per questo utilizzo. In alternativa, sono disponibili anche il giardino della biblioteca Eugenio Garin in piazza Garibaldi o una sala al piano terra dello stesso edificio. Ma presto si tornerà alla Loggia dei Pico anche per il fatidico “Si”

GLI INTERNI DEL RESTAURATO PALAZZO COMUNALE DI MIRANDOLA

GLI ESTERNI