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Cani prigionieri tra le feci: l’orrore in un appartamento a Modena
Modena – Un blitz nato da un incidente precedente ha scoperchiato una situazione di degrado estremo nel quartiere Crocetta, a due passi dal parco XXII Aprile. Cinque cani sono stati sequestrati e portati d’urgenza al canile intercomunale dopo che la polizia locale ha accertato condizioni di vita definite “incompatibili con il benessere animale”.
L’orrore è emerso durante un controllo in un appartamento dove vive una famiglia già seguita dai servizi sociali. L’ispezione non è stata casuale: lo scorso 27 febbraio, durante un primo sopralluogo, uno degli animali aveva azzannato alla gamba un’agente, costringendola a venti giorni di prognosi. Quel morso è stato il campanello d’allarme che ha spinto i vigili a tornare per vederci chiaro.
La stanza della “privazione”
Una volta entrati nell’alloggio, gli operatori si sono trovati davanti a uno scenario desolante. Se per quattro cani le condizioni di sopravvivenza erano appena sufficienti, per il quinto la situazione era drammatica. L’animale era rinchiuso nella camera da letto di una delle figlie minorenni, in un regime di totale isolamento sensoriale. La stanza era invasa dalle feci, sparse ovunque, persino sulle lenzuola del letto dove la giovane avrebbe dovuto dormire.
Il giallo del microchip e la denuncia
Oltre al degrado, è emerso anche un tentativo di inganno. La proprietaria ha esibito un libretto sanitario per giustificare il possesso dell’animale, ma i conti non tornavano: i dati dell’anagrafe canina non corrispondevano alle caratteristiche del cane presente. Il lettore di microchip ha confermato il sospetto: l’animale ne era privo. I documenti mostrati appartenevano in realtà a un altro cane, ormai deceduto.
L’operazione si è conclusa con una denuncia per maltrattamento di animali e per aver reso false dichiarazioni a pubblico ufficiale. Mentre i cinque cani sono ora al sicuro nelle mani dei veterinari del canile, la posizione della famiglia è stata nuovamente segnalata ai servizi sociali del comune per gli interventi di sostegno necessari, specialmente a tutela delle figlie minori.






































