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ITINERARI CURIOSI | Il condominio della natura: dove i Grillai tornano a casa
di Francesca Monari
MIRANDOLA – Nelle campagne di Quarantoli, esiste un luogo che rappresenta un’ambasciata della biodiversità.
Lungo i sentieri che attraversano le valli mirandolesi è possibile notare decine di nidi artificiali incastonati nelle pareti di un edificio rurale apparentemente anonimo. Il falco ha trovato qui un habitat ideale grazie alla somiglianza tra i fori pontai dei vecchi casolari e le pareti rocciose delle sue zone d’origine.
Qui c’è il cuore di un progetto di conservazione trasformato in un condominio naturale dove ogni cavità è stata attrezzata per accogliere una delle colonie più settentrionali d’Europa.
La ricolonizzazione della Bassa Modenese è avvenuta grazie al costante lavoro degli ornitologi della Stazione Ornitologica Modenese che hanno saputo interpretare le esigenze di questa specie. Il progetto è stato ulteriormente potenziato su scala internazionale grazie al programma europeo LIFE FALKON, che ha permesso di installare centinaia di cassette nido e costruire torrette di nidificazione moderne tra le province di Modena, Mantova e Ferrara. Queste strutture, chiamate bird towers, emergono oggi dal paesaggio rurale come nuovi punti di riferimento per la fauna selvatica.
I Grillai arrivano a Quarantoli dopo un viaggio epico che parte dal Sahel africano, attraversa il deserto del Sahara e il Mediterraneo per puntare con precisione verso queste coordinate geografiche. Ogni cassetta di legno appesa ai tralicci o ai rustici di via Valli diventa la destinazione finale di una rotta lunga migliaia di chilometri. Visitare questi luoghi richiede un esercizio di pazienza e discrezione. Tra i mesi di aprile e luglio l’aria sopra i campi di erba medica si riempie delle grida dei falchi in volo, ma la casa colonica non è un edificio accessibile al pubblico. Proprio come per altri tesori della zona come la Casa delle Cento Finestre, il rispetto del silenzio è fondamentale per non disturbare i cicli biologici della specie.
Per il viaggiatore curioso il consiglio è quello di muoversi lungo il perimetro del Parco Agroambientale FAR munito di binocolo, preferendo le ore del tramonto quando i falchi rientrano ai siti di nidificazione. Questo itinerario non offre monumenti in senso classico ma invita a osservare come l’architettura umana possa farsi grembo per la natura. La Casa del Falco Grillaio rimane un monumento alla resilienza e alla capacità della terra emiliana di offrire rifugio a chi viene da lontano, ricordandoci che la bellezza del paesaggio risiede anche nella capacità di cedere spazio alla vita selvatica. Un battito d’ali che ogni anno torna puntuale in una casa che non ha porte ma solo il cielo della Bassa come orizzonte.






































