Elezioni Europee
Pomodoro da industria, pagamenti regolari e contratti 2026 già definiti nel Nord Italia
L’Organizzazione Interprofessionale Pomodoro da Industria Nord Italia comunica che tutti i pagamenti relativi alla campagna 2025 sono stati completati regolarmente e nei tempi previsti dalla legge. Le imprese di trasformazione hanno effettuato i versamenti alle Organizzazioni di produttori agricoli (OP), che a loro volta hanno liquidato i soci produttori.
Nel frattempo, in attuazione dell’Accordo Quadro Nord Italia sottoscritto il 27 marzo scorso, organizzazioni di produttori e industrie associate hanno già definito e depositato presso l’OI i contratti per la campagna 2026. I documenti saranno utilizzati per verificare il rispetto degli impegni previsti dal Contratto Quadro e per monitorare durante la stagione quantità e qualità del pomodoro conferito.
Tra le novità introdotte nel 2025 anche l’avvio della raccolta dei dati relativi agli stock industriali. Per la prima volta sono stati rilevati i quantitativi di pomodoro fresco equivalente presenti nei magazzini al 30 giugno e al 31 dicembre, con l’obiettivo di costruire nel tempo una serie storica utile alla programmazione produttiva del settore.
L’OI ha inoltre elaborato i dati finali della campagna 2025, che ha interessato oltre 3 milioni di tonnellate di pomodoro fresco coltivato su circa 45mila ettari e lavorato nei 28 stabilimenti attivi nell’areale del Nord Italia. La raccolta, iniziata a metà luglio e durata circa tre mesi, ha portato alla produzione di polpe per il 39%, passate per il 33%, concentrati per il 27% e sughi per l’1%.
Secondo l’Organizzazione Interprofessionale, negli ultimi anni la filiera ha progressivamente orientato la produzione verso trasformazioni a maggiore valore aggiunto. In particolare la quota destinata alla passata è cresciuta dal 23% al 33% nell’arco di un decennio, consolidando il ruolo del Nord Italia come principale distretto europeo del settore. La normativa italiana prevede inoltre che la passata sia ottenuta esclusivamente da pomodoro fresco raccolto nell’areale e lavorato direttamente dalle industrie.
Sul fronte produttivo, il 93% del pomodoro lavorato proviene da coltivazioni in produzione integrata, mentre il 7% è biologico. Anche nel biologico la passata rappresenta il prodotto principale.
Restano sostanzialmente stabili i canali commerciali di destinazione: il 50% dei prodotti è destinato all’industria, il 21% al canale Horeca e il 29% al retail.
Con questi numeri il Nord Italia si conferma il più grande distretto europeo del pomodoro da industria. L’OI auspica infine che anche a livello europeo venga introdotto l’obbligo di indicare l’origine del pomodoro nei prodotti trasformati, come già previsto dalla normativa italiana, per garantire maggiore trasparenza a consumatori, agricoltori e industrie.












































