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Pulitanò e Arletti (FdI): “Garantire un futuro alla Cantina di Carpi e Sorbara”
Garantire un futuro alla Cantina di Carpi e Sorbara, in provincia di Modena. A chiederlo, in un’interpellanza, sono i consiglieri di Fratelli d’Italia Annalisa Arletti e Ferdinando Pulitanò.
“La Cantina di Carpi e Sorbara, nata nel 1903, rappresenta uno dei capisaldi della cooperazione vitivinicola dell’Emilia-Romagna, con una storia ultracentenaria e un ruolo cruciale nella valorizzazione di eccellenze DOP come il Lambrusco di Sorbara, il Salamino e il Pignoletto. Recentemente è emersa una situazione di grave squilibrio finanziario, con un passivo dichiarato di circa 12,8 milioni di euro”, spiegano Arletti e Pulitanò per i quali la crisi ha radici multifattoriali che vanno oltre la gestione finanziaria: il crollo dei volumi produttivi è stato accompagnato da ingenti investimenti strutturali effettuati nel triennio 2015-2018 per l’ammodernamento degli impianti di Carpi, Concordia, Bazzano e Poggio Rusco, costi di ammortamento che sono diventati insostenibili a fronte della successiva contrazione del mercato e degli effetti della pandemia.
“Il rischio concreto è la dispersione di un patrimonio produttivo unico e la perdita di competitività di marchi storici che identificano il territorio modenese nel mondo”, sottolineano i consiglieri che chiedono all’esecutivo quali azioni intenda introdurre per assicurare la prosecuzione delle attività della Cantina di Carpi e Sorbara, e tutelare i soci, e di convocare un tavolo regionale che coinvolga le associazioni di categoria e i vertici della cooperativa.
La risposta della Giunta è affidata alle parole dell’assessore Massimo Fabi, nel riportare le posizioni del collega assessore al Lavoro Giovanni Paglia, ricorda come “per salvaguardare il patrimonio aziendale e tutelare i lavoratori e i soci, l’azienda ha provveduto a richiedere l’attivazione di ammortizzazione sociale: abbiamo convocato le parti per domani. La Giunta continuerà a seguire la vicenda, con l’intenzione di mobilitare tutti gli strumenti e le misure disponibili per tutelare l’occupazione, sostenere i siti attivi e favorire soluzioni condivise e concrete, nel pieno rispetto delle normative”.
Parole alla luce delle quali Arletti si è detta insoddisfatta perché “non c’è una risposta puntuale alle domande poste dall’interpellanza: questo è un tema che non può solamente riguardare l’assessorato al Lavoro. Temo non si vogliano dare risposte. Nelle sedi istituzionali bisogna cercare di capire se c’è qualche speranza di salvare la Cantina”.






































