ZOCCA – “Il no della Regione Emilia-Romagna all’attivazione del centro dialisi a Zocca rappresenta l’ennesimo schiaffo ai territori dell’Appennino modenese e a quei cittadini che già vivono quotidianamente il peso di servizi sanitari sempre più lontani. La presa di posizione dell’assessore regionale alla Sanità Massimo Fabi, che giudica “non adeguata” l’apertura di un centro di dialisi in assistenza limitata, lascia sgomenti non solo gli amministratori locali, ma soprattutto le comunità coinvolte”.

A dichiararlo sono Riad Ghelfi segretario regionale Patto per il Nord e Livio Degliesposti assessore nel comune di Zocca, che aggiungono: Parliamo di un servizio sanitario essenziale, non di una bandierina politica. Il progetto del centro dialisi di Zocca nasce da una valutazione sanitaria, condivisa con la Direzione della Nefrologia di Modena e avviata già nel 2020. Il Comune ha fatto la sua parte, mettendo a disposizione gratuitamente i locali del poliambulatorio e inserendo il progetto all’interno del protocollo per la Casa della Comunità. Oggi, con questo improvviso dietrofront regionale, si rischia di buttare via anni di lavoro e di venire meno ad accordi istituzionali formalmente sottoscritti.

La Regione continua a ragionare per numeri e statistiche, dimenticando che dietro quei numeri ci sono persone. Pazienti cronici dell’Appennino costretti ad affrontare lunghi e faticosi spostamenti più volte alla settimana, spesso in condizioni climatiche difficili. Un disagio che ricade anche sulle famiglie, sul personale sanitario e sui volontari delle Pubbliche Assistenze impegnati nei trasporti.
Ma c’è un aspetto che la Regione sembra ignorare completamente. Il centro dialisi di Zocca non sarebbe utile solo alla montagna, ma potrebbe rappresentare una risorsa importante anche per la pianura modenese. In un sistema sanitario dove le liste d’attesa sono sempre più lunghe e i centri esistenti spesso sotto pressione, avere un presidio in più significa offrire un’alternativa concreta ai cittadini in caso di forte affluenza. Non un doppione inutile, ma una valvola di sfogo capace di alleggerire il carico sugli altri centri e migliorare l’accesso alle cure per tutti.
È quindi difficile comprendere perché una struttura che aumenta l’offerta sanitaria complessiva, migliora la prossimità delle cure e risponde a bisogni reali venga g
iudicata “non adeguata”. Questa scelta conferma una visione centralista della sanità regionale, che concentra i servizi nei grandi poli e lascia scoperti i territori periferici, penalizzando sia l’Appennino sia la pianura.
 
Come Patto per il Nord Modena riteniamo inaccettabile che l’Appennino continui a essere trattato come territorio di serie B. La sanità pubblica deve essere organizzata per garantire equità, accessibilità e dignità a tutti i cittadini, non per tagliare servizi fondamentali in nome di logiche burocratiche.
 
Sosteniamo con forza la posizione del sindaco di Zocca e chiediamo alla Regione Emilia-Romagna un immediato cambio di rotta. Non procedere con il centro dialisi significa tradire impegni presi e assumersi una responsabilità politica grave nei confronti di un intero territorio. Su questi temi non faremo passi indietro: la salute dei cittadini e il diritto ai servizi vengono prima di tutto”.