NONANTOLA – La recente sentenza del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche conferma ciò che i cittadini di Nonantola denunciano da anni: la rottura dell’argine del Panaro nel 2020 non è stata causata da una piena “eccezionale”, ma da una gravissima mancanza di manutenzione.

A dichiararlo è Antonio Grella, capogruppo di Fratelli d’Italia a Nonantola.

Una vicenda che fa emergere responsabilità precise e pesantissime: Regione Emilia-Romagna, che dovrebbe garantire la sicurezza idraulica del territorio e che invece ha lasciato gli alvei fluviali nell’incuria;  AIPO, che non ha garantito un’adeguata manutenzione dell’argine; Provincia e Comune di Nonantola, entrambi amministrati dal PD, che non hanno esercitato alcun reale controllo né fatto le necessarie pressioni per tutelare i cittadini – continua Grella -.
 
La sentenza parla chiaro: tra le concause sono stati riconosciuti perfino i danni dovuti agli animali fossori, segno di un degrado e di un abbandono inaccettabili.
E mentre per anni si è provato a scaricare ogni responsabilità sul “cambiamento climatico”, oggi emerge la realtà: il dissesto idrogeologico si combatte con manutenzione, presenza e competenza, non con gli slogan.
 
Ma come sempre, chi paga? I cittadini, che hanno perso case, attività, sicurezza e serenità.
E chi amministra ancora oggi Nonantola? Gli stessi che non hanno saputo prevenire questa tragedia.
 
Fratelli d’Italia Nonantola continuerà a chiedere verità, responsabilità e soprattutto un cambio radicale di gestione del territorio, perché disastri come quello del 2020 non devono più ripetersi”.