PROVINCIA – “Il nostro territorio, da Fiumalbo a Finale Emilia, continua a essere attrattivo e un punto di riferimento per le imprese, oltre che la locomotiva dell’Emilia-Romagna. Siamo una terra produttiva e, lo voglio dire chiaramente, guai a non occuparci di impresa, di libere professioni, commercianti e artigiani – a dichiararlo è Susan Baraccani, candidatanella lista del Partito Democratico a sostegno di Michele de Pascale alle prossime elezioni regionali di novembre -“.

“Senza impresa non c’è lavoro e quando l’impresa è sana e seria è un valore sociale – continua Baraccani -. Esattamente speculare aggiungo che senza lavoratori qualificati, giustamente remunerati, con la sicurezza di tornare dalle proprie famiglie senza morire sul lavoro non c’è impresa!

Per la mia generazione, troppo spesso ingiustamente accusata di pigrizia perché non accetta più i contratti da fame e precari, dobbiamo creare vere opportunità di lavoro stabile e ben retribuito, così da dare loro la possibilità di essere indipendenti e accedere alla casa e al mutuo.

Proponiamo l’abolizione dei tirocini gratuiti e la modifica della legge regionale sui tirocini extracurricolari, aumentando il minimo compenso previsto, oggi fermo a 450 euro, una cifra insufficiente per affrontare il costo della vita attuale. È necessario intensificare i controlli per impedire l’abuso dei tirocini come sostituti del lavoro dipendente, con sanzioni più severe per chi se ne approfitta.

Salario minimo garantito di 9 euro all’ora per chi lavora per gli Enti Locali e in appalto.

Proprio per questo motivo presenterò una mozione apposita al consiglio comunale di Pavullo. Dobbiamo approvarla e applicarla anche in Regione Emilia-Romagna.

Vogliamo che la Regione Emilia-Romagna sia apripista nel mettere la parola fine alle disuguaglianze di genere ancora oggi presenti nel mercato del lavoro. Le donne, infatti, ancora oggi subiscono un significativo divario salariale rispetto agli uomini a parità di inquadramento e incontrano maggiori ostacoli nell’accesso al mercato del lavoro o all’imprenditoria. Dobbiamo sostenere l’imprenditoria femminile e promuovere politiche che facilitino la conciliazione tra vita e lavoro, a partire dagli asili nido gratuiti per le fasce più deboli”.

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