“A Nonantola, Bastiglia e Bomporto, hanno invitato a portare le proprie cose ai piani superiori: ma si può vivere così? Specialmente a fronte di trenta milioni di euro spesi per un’opera inutilizzata, soldi pubblici che i contribuenti versano dagli anni Settanta a questa parte”. E’ un j’accuse netto, diretto quello del consigliere comunale di San Cesario sul Panaro Mirco Zanoli che, insieme alla collega Sabina Piccinini, punta il dito contro le inadempienze di Aipo. Pietra dello scandalo, la cassa d’espansione del fiume Panaro, ancora inattiva e dunque inabile allo smorzamento di eventuali piene a valle.
 
“Dopo un’attesa durata quasi cinquant’anni, nella primavera 2021, con la prima prova d’invaso, il collaudo dell’opera sembrava finalmente avviato”, dichiara Zanoli, “poi, secondo quanto espresso dal direttore di Aipo e dall’attuale Presidente della Regione Irene Priolo, la seconda prova d’invaso avrebbe dovuto essere effettuata nell’autunno del 2021. La terza prova invece, con riempimento della cassa secondaria, avrebbe dovuto essere attuata la scorsa primavera. Nulla però è stato fatto. Il collaudo si è fermato alla prima prova, al riempimento parziale della cassa d’espansione“. 

Inadempienze aggravate, a detta di Zanoli Piccinini, dalla mancanza di una paratoia, da lungo tempo in manutenzione: “è assente da oltre un anno, la cassa d’espansione non può funzionare senza la paratoia. Ci è stato riferito anche da chi abita vicino all’argine: le paratie sono inutilizzabili, i motori risultano arrugginiti e Aipo non fornisce risposte”.

Una prospettiva, dunque, diametralmente opposta rispetto a quella evidenziata dal responsabile territoriale di Aipo Massimo Valente, che, nei giorni scorsi, aveva parlato di “casse d’espansione capaci di svolgere adeguatamente il proprio compito. 

“E’ una cattedrale nel deserto”, incalza Mirco Zanoli, “addirittura i terreni circostanti non sono di proprietà del demanio, ma sono in mano a privati: qua, sono state impiantate colture di lunga durata, come pereti e vigne, quasi a sottolineare il fatto che le casse non sarebbero mai entrate in funzione. Chiediamo risposte ad Aipo, trenta milioni spesi e cinquant’anni di attesa sono troppi”.