Di Antonella Cardone

Cavezzo in crisi di nervi da campagna elettorale. Non è certo il momento più sereno della storia di Cavezzo quello in corso, dove la campagna elettorale registra tensioni notevoli. Sulla carta, non ce ne dovrebbero essere: di liste in campo ce ne sono solo due – centrosinistra con “Cavezzo è impegno comune“, e centrodestra con “Crescere Cavezzo” -,  nella stessa lista ci sono tutti i partiti di riferimento e le coalizioni sono in entrambi i casi forti e salde. Nessuno dei due candidati sindaco, Antonio Turco per il centrosinistra, Stefano Venturini per il centrodestra, ha mai governato finora e quindi mal di pancia, ad esempio, di assessori trombati non ce ne sono.

Insomma, sulla carta mancano tutti i classici motivi per cui le campagne elettorali diventano scontri all’Ok Corral o da fratelli coltelli. 
Eppure. 

 
Eppure qui a Cavezzo tutti non vedono l’ora che si dichiari chiusa la campagna elettorale, si voti, si blindino le urne e si dichiari il nuovo sindaco.
 
Il malumore è cominciato a correre on line sui social qualche giorno fa, quando sono comparsi sui gruppi cavezzesi dei post anonimi in cui si avvertiva di stare attenti ai fascisti.

Il messaggio dovrebbe essere universale, vero, ma il fatto che fossero anonimi non è piaciuto per niente. A nessuno. Per cui on line si è scatenata la caccia al vigliacco, con toni a dir poco concitati.
 
A nome della lista Crescere Cavezzo, siamo sbigottiti dalla campagna mediatica social denigratoria che sta venendo fatta in queste ultime giornate di campagna elettorale. Insolito poi che questo avvenga da fonti anonime, che sfruttando una possibilità dei social, pubblica post incomprensibili e che poco velatamente ci accusano di fascismo. Oltre a dichiararci estranei, ricordiamo che tutti i nostri contenuti sono firmati pubblicamente dalla lista e ben visibile chi li pubblica. Chiediamo rispetto. Chiediamo di smetterla di gettare fango sulla nostra lista e sui suoi componenti. Chiediamo di smetterla con questi toni assurdi. Chiediamo di parlare di Cavezzo e di programmi e non di cose che non centrano nulla con questa campagna elettorale
Dal web alla realtà, per uno di questi post anonimi, che metteva in mezzo la sindaca in carica Lisa Luppi, la prima cittadina ha sporto denuncia. Attenzione alle parole, non è che “ha annunciato di voler fare denuncia“. Senza mezzi termini, è andata a farla, e solo dopo lo ha spiegato on line
 
Stamattina è apparsa un’infografica con la mia immagine sul gruppo “Cavezzo in piazza”, preciso che non è in alcun modo riconducibile a me e non ho autorizzato nessuno all’utilizzo della mia immagine. Ho pertanto presentato specifica denuncia penale.
I post anonimi si sono fermati, senza che l’autore si sia mai palesato. Uno dei gruppi social di Cavezzo è stato sospeso, chiuso fino a dopo le elezioni, proprio per evitare che gli amministratori venissero coinvolti personalmente nella bagarre.
 
Ma la campagna elettorale è comunque proseguita, con momenti che non sono proprio piaciuti: come l’altra domenica, sul sagrato dopo la messa. Chi ha raccolto lo sfogo del parroco lo ha visto molto turbato dai toni veementi che ci sono stati nel giorno del Signore, poco distanti dalla Casa del Signore.

Un altro fatto fuori dall’ordinario, slegato da quanto raccontato finora: come un fulmine a ciel sereno, è arrivata la defenestrazione del vicesindaco, Alfredo Sgarbi, a dieci giorni dalla fine della legislatura.

I candidati incalzano amici e parenti, chi più, chi meno. Ognuno parla per sè, si parla poco di politica e se lo si fa, lo si fa solo con i sostenitori, e non c’è stato un confronto diretto tra i due candidati sindaco come è successo in tutti gli altri Comuni che nel modenese vanno al voto.
Come sempre accade, tutti si sentono già la vittoria in tasca, e in teoria hanno ragione. 

 
Cavezzo – a detta di molti osservatori –  è il Comune che meglio ha gestito la ricostruzione post sisma, e il candidato del post Lisa Luppi dovrebbe stare tranquillo, visto anche che – caso raro – si troverà pure un avanzo di bilancio di un milione di euro e mezzo. Ma i cittadini hanno la memoria corta, e la Luppi è stata liquidata davvero troppo frettolosamente dal suo partito. Pare che nessuno le abbia nemmeno chiesto se volesse ricandidarsi

In più, per scegliere il candidato di Pd e alleati non c’è stato quel coinvolgente momento di partecipazione che sono le primarie, che invece nel 2014 ci sono state messe in campo per scegliere tra Flavio Lodi e la Luppi. Quindi Turco  – peraltro arrivato a Cavezzo dalla Romagna dopo aver lavorato per tanti anni a Bologna – è molto più debole di quanto potrebbe essere.

 
E guardiamo i numeri.

Nel 2014 il centrosinistra vince con 1.723 voti contro i 1.697 del centrodestra. I cinque stelle correvano da soli e presero 484 voti
Nel 2019 il centrosinistra vince con 1.676 contro 1.542 del centrodestra. I civici di Malverti presero 671 voti: se questi ultimi fossero stati assieme, avrebbero ampiamente vinto.
 
Insomma, Pd e alleati governano ininterrottamente dal Dopoguerra, ma ultimamente vincono le elezioni con poco scarto, e con sempre meno voti.
 
E’ in base a questa convinzione che Stefano Venturini ci riprova per la quarta volta: ha perso per tre volte di seguito, perse anche nel 2009 contro Stefano Draghetti. Ma anche allora aveva i suoi 1693 voti su cui contare, e se pure via via ne prende sempre qualcuno in meno, il distacco dal centrosinistra in quindici anni si è assottigliato.
 
Il 2024 potrebbe essere la volta buona per Venturini, e questo lo sanno tutti, anche i tanti che a sinistra Cavezzo ormai la danno per persa e quindi non ci hanno investito nulla
 
Ma mai dire quattro se non l’hai nel sacco. Staremo a vedere il responso delle urne
 
Un auspicio però, va espresso, come diceva la sindaca Luppi. Ovvero che passata la buriana elettorale, chiunque vinca, lavori per ripristinare l’unità della comunità che si sta spaccando sotto il peso di polemiche, prese di posizione e maldicenze elettorali.
 
E che Cavezzo torni a esser una comunità coesa, di quella coesione che neppure il terremoto e il Covid hanno incrinato.