Il Guercino torna a casa, a Finale Emilia, 12 anni dopo il terremoto. E’ arrivato lunedì mattina, senza troppi preamboli, non annunciato, dopo che Soprintendenza e Parrocchia hanno deciso di farlo arrivare in occasione dell’inaugurazione con la stampa. Quindi, qualche telefona e via. Il Guercino è partito da Nonantola posto con delicatezza in un furgone senza insegne, scortato dalle gazzelle dei Carabinieri. Vale più di tre milioni di euro – è questa la stima dell’assicurazione – e sul mercato  dell’arte è ambitissimo: gli americani vanno pazzi per le opere dell’artista centese.
 

In occasione della riapertura del Duomo, torna a Finale Emilia il prezioso dipinto raffigurante La Madonna, il Bambino e San Lorenzo che il Guercino realizzò nel 1624 per la chiesa di Sant’Agostino (attuale chiesa del Seminario). Dopo il sisma la grande tela venne trasportata al Museo diocesano e benedettino di Nonantola, dove è stata custodita in questi anni.

Grazie ai fondi provenienti dall’8 per mille alla Chiesa cattolica, l’opera è stata anche accuratamente restaurata. Il dipinto si caratterizza per l’intenso dialogo mistico, uno scambio meraviglioso di sguardi e posture: con il restauro, il blu lapislazzulo del manto della Madonna e il rosso della dalmatica di San Lorenzo hanno acquisito nuova brillantezza.

Per le evidenti esigenze di tutela e di custodia, il capolavoro del Guercino, al rientro a Finale, viene dunque collocato in Duomo, in uno dei due lati del presbiterio. Ancora non è stato deciso su quale lato, se il destro o il sito. Qualunque sia, sarà fronteggiato dai Re Magi del Crespi, anche questa opera d’arte di straordinario valore.