“L’esclusione dei soli comuni del Cratere del Sisma 2012 dalla deroga al Superbonus rappresenta una discriminazione indegna e immotivata da parte del governo nei confronti di quelle comunità che hanno saputo superare le difficoltà e rialzarsi dopo le scosse del 20 e 29 maggio 2012”, dichiara il segretario dei Giovani Democratici della Bassa Modenese, Matteo Testoni.

“Appare evidente come il Governo abbia nei fatti punito gli emiliano-romagnoli, unici esclusi dalla deroga, riservando un trattamento diverso rispetto agli altri territori terremotati di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Una scelta che rischia di penalizzare un numero di cantieri pari al 5% del totale, già stati autorizzati e finanziati dalla struttura commissariale, ma che risultano ancora aperti anche a causa del caro delle materie prime”.

Dello stesso tenore l’intervento del segretario provinciale dei GD di Modena Matteo Silvestri:

“La scelta del governo è netta e chiara: fare campagna elettorale sulla pelle degli emiliano-romagnoli, sottraendo risorse necessarie per ultimare la ricostruzione post-sisma. Una ricostruzione definita dallo stesso Presidente Mattarella come esempio virtuoso, grazie al grande lavoro fatto in questi anni tra parti sociali, istituzioni e comunità stesse; ma che deve essere ultimata quanto prima. Prendiamo atto che la Destra modenese, nonostante sia anche al governo di alcuni Comuni del cratere, in quest’occasione sia diventata completamente afona nel momento in cui era necessario difendere gli interessi del territorio”.

Anche i GD Emilia-Romagna, attraverso il segretario regionale Filippo Simeone, sono intervenuti:

“È in corso da mesi un assalto alla regione, all’interno di un’ottica nazionale di propaganda per demolire un modello virtuoso come il nostro. Sono passati ormai 10 mesi dall’alluvione in Romagna e il Governo tarda a far arrivare i soldi per la ricostruzione e i risarcimenti, e per di più nel DL Superbonus l’Emilia-Romagna è stata esclusa per la proroga. Questa è l’ennesima dimostrazione di come questa Destra consideri le istituzioni come proprietà privata e non riesca a distinguere quando si è al governo e quando si è in campagna elettorale. Loro non governano, comandano, per di più senza neanche capire le esigenze di cittadini e territori. Non è un caso che la proroga sia avvenuta solo per realtà nelle quali, a livello regionale, sono loro a governare: Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. A ruoli invertiti, quando il presidente Bonaccini era Presidente della Conferenza Stato-Regioni, o quando era Commissario per la Ricostruzione del Terremoto 2012, mai si è dubitato sull’imparzialità dell’operatività, perché si è sempre lavorato per il territorio, non per parti politiche, coinvolgendo amministratori, anche di centro-destra, e parti sociali. La giunta regionale si è mossa immediatamente coinvolgendo le istituzioni e parti sociali in tavoli di concertazioni continui, ma con una chiarezza di intenti: ricostruire subito e aiutare le famiglie e imprese in difficoltà. Per noi GD Emilia-Romagna questa dovrebbe essere la normalità istituzionale, perché non esistono persone terremotate e alluvionate di serie A e di serie B. Questa scelta del Governo, invece, mette in difficoltà coloro che hanno avuto dei ritardi burocratici e hanno vissuto rincari sui materiali e per l’energia. L’assordante silenzio con cui la Destra emiliano romagnola, sia in regione che in Parlamento, non ha obiettato questa scelta vergognosa la dice lunga su quanto sia suo interesse difendere il territorio e quella parte di cittadini che le aveva dato fiducia”.

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