Per lui è il quarto tentativo, ma stavolta lo schieramento di centrodestra è unito e il vento nazionale è favorevole alle destre: potrebbe essere la volta buona per Stefano Venturini, vigile del del fuoco, integerrima esperienza politica alle spalle, per diventare sindaco di Cavezzo. Glielo hanno chiesto in tanti di ricandidarsi anche questa volta, di non demordere perché ha un consenso personale immutato, che  – nell’erodersi dei voti che progressivamente il Pd raccoglie – potrebbe adesso essere sufficiente a rompere il muro. E niente fuoco amico, stavolta. 

Più di 100 persone e giornalisti sabato sono arrivati alla presentazione della candidatura di Stefano Venturini alla carica di Sindaco di Cavezzo. Al tavolo c’erano tutti gli alleati: Michele Barcaiuolo di Fratelli d’Italia, Guglielmo Golinelli della Lega, Mauro Neri per Forza Italia, Giorgio Cavazzoli della Democrazia Cristiana, Manuela Spaggiari di Noi Moderati e Paolo Bigliardi di Uniamoci rete civica.

Stefano Venturini ha concluso con un intervento chiaro e conciso ma ben circostanziato nel quale ha enucleato i punti critici di Cavezzo e del bilancio comunale, sottolineando ai presenti che la squadra che si prepara a governare Cavezzo e lui stesso sono pronti a raccogliere la sfida per riorganizzare l’amministrazione nel solo ed esclusivo interesse dei cittadini cavezzesi.
Per il dopo Luppi la partita dovrebbe quindi giocarsi tra Venturini (classe 1980) e il Pd che schiera il 68enne Antonio Turco, già dirigente regionale e cooperativo. 

 

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