MODENA – La tragica vicenda che ha portato alla morte di Saman Abbas, ragazza di origini pakistane uccisa in seguito al rifiuto di accettare il matrimonio combinato a cui la propria famiglia la voleva obbligare, ha rischiato di ripetersi. Protagonista, questa volta, una ragazza di origini indiane di 19 anni, residente in un comune del modenese e frequentante una scuola nel bolognese.

La ragazza si è, infatti, rivolta all’avvocata Barbara Iannuccelli per denunciare di essere vittima di segregazione e violenza da parte della propria famiglia in seguito al suo rifiuto di accettare il matrimonio combinato per lei. “Padre, madre, zio e nonna la picchiano, la tengono segregata e le hanno preso i documenti perché rifiuta un matrimonio forzato, si è innamorata di un altro ragazzo” commenta all’Ansa l’avvocata Iannuccelli.

Dopo aver accompagnato la ragazza in commissariato per la denuncia, l’amara scoperta: “Non c’era nessuna possibilità di collocamento in protezione, se non metterla da sola in un b&b e se volevo avrei potuto dormire io con lei – prosegue l’avvocata Iannuccelli – Ora è stata affidata alla preside della sua scuola, una privata cittadina, mettendo a repentaglio la sua incolumità perché la famiglia la sta cercando”.

Dopo la notte trascorsa a casa della preside, però, la situazione si è smossa: la ragazza ora sarà portata in una struttura protetta. Come riporta l’Ansa, infatti, personale della sezione specializzata della Questura di Bologna, guidata dal questore Isabella Fusiello, sta raggiungendo la giovane per collocarla in protezione.

LEGGI ANCHE: