Partorisce in casa da sola, è il secondo caso dopo la chiusura del Punto nascita di Mirandola. Il primo è avvenuto a Medolla il 12 marzo scorso, mentre il nuovo caso è avvenuto martedì mattina. Anche stavolta è andato tutto comunque bene, e mamma e figlio sono in buone condizioni.

Sono passati tre mesi dalla scelta di costringere le donne della Bassa ad andare a partorire a mezz’ora di macchina per andare a Carpi o Modena perché all’ospedale Santa Maria Bianca non c’è più l’assistenza al parto. Una scelta fatta perché non si trovano medici, e soprattutto perché quelli che ci sono si è deciso di mandarli da un’altra parte.

Martedì mattina una mirandolese di trent’anni ha iniziato il travaglio mentre era in casa, erano le 7 del mattino. Mancavano un paio di settimane alla data prevista del parto: il bambino aveva deciso di fare prima. La donna ha chiamato i soccorsi ma quando l’ambulanza è arrivata il bimbo era già nato, il parto è dunque avvenuto senza l’assistenza di nessuno Nel caso di Medolla, invece, almeno c’era stata l’assistenza del personale sanitario arrivato in ambulanza. Anche stavolta a Mirandola non ci sono state complicazioni, ma è stato previsto che la madre e il bambino venissero portati prima in ospedale a Carpi, poi al Policlinico a Modena per accertamenti. Il piccolo, essendo nato prematuro, come sempre accade in questi casi è stato ricoverato in Neonatologia.

Nel giro di un paio di settimane due casi limite a Medolla e Mirandola. Anche stavolta è andato tutto bene, ma nelle situazioni come queste dove il tempo è prezioso quanto è pericoloso non avere un ospedale attrezzato a poca distanza da casa?

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