“Quella che chiamiamo la placca araba si è mossa di circa 3 metri lungo una direzione nordest-sudovest rispetto alla placca anatolica. Sappiamo che la faglia si è attivata per almeno 150 chilometri con uno spostamento anche superiore ai 3 metri. È successo tutto in alcune decine di secondi, irradiando questo terremoto di magnitudo di 7.8,-7.9”. A spiegare quanto avvenuto in Turchia, dove un terremoto di magnitudo 7.9 ha colpito la zona sud del paese e la confinante Siria, è il professor Carlo Doglioni, presidente dell’Ingv (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia).

Mentre nuove scosse continuano ad essere registrate in Turchia (loltre 30 le scosse di terremoto registrate finora, la più forte, oltre a quella di magnitudo 7.9 registrata nella notte, è stata di magnitudo 7.5), continua a salire – riporta l’Ansa – il bilancio di morti e feriti. Il numero di morti tra Turchia e Siria è di circa 1.800. Nella sola Turchia sarebbero almeno 1.014 le vittime, mentre in Siria 783.