Amministrative Camposanto
L’allarme del Comitato ‘Salviamo l’Ospedale della Bassa’: “Il patto con Carpi porterà al declassamento di Mirandola”
Sta succedendo qualcosa di nuovo nel dibattito sull’Ospedale Santa Maria Bianca. Dopo la proposta del patto tra gli ospedali di Mirandola e Carpi – una riorganizzazione che secondo Ausl dovrebbe migliorare la sanità del nord della provincia – il Comitato “Salviamo l’ospedale della Bassa” ha sollevato molti dubbi sugli effetti di questo documento. Negli ultimi due mesi il Comitato ha condiviso queste perplessità con sindaci e consiglieri del territorio, prendendo parte a diversi incontri, inclusi i Consigli comunali di Mirandola e Concordia e il Consiglio dell’Ucman.
Il patto tra gli ospedali di Mirandola e Carpi
In teoria la riorganizzazione dei due ospedali dovrebbe rendere queste strutture “di pari livello” per le funzioni base e distribuire equamente tra i due nosocomi gli interventi specialistici. Secondo il Comitato però, se questo patto sarà firmato, finirebbe per declassare ulteriormente Mirandola. “Nei testi si parla di ‘ospedale unico’, con Mirandola tagliata fuori dalle specializzazioni più qualificate – dicono gli associati – Su questo documento, a Mirandola sono indicati solo ambulatori e investimenti su parcheggi e servizi. Quando abbiamo fatto notare questi aspetti, non ci hanno dato grandi risposte. In più la questione cruciale delle infrastrutture è stata cancellata. Per noi sanità dovrebbe far rima con viabilità: quest’ultima dovrebbe garantire pari accesso ai servizi a tutti i cittadini”.
Molti, troppi indizi fanno pensare al Comitato che saranno soprattutto gli abitanti della Bassa a doversi recare a Carpi e non il contrario. Dal canto loro i cittadini delle Terre d’Argine potrebbero sentirsi più motivati a recarsi al Policlinico o a Baggiovara per gli interventi previsti nell’ospedale di Mirandola. Stessa distanza, maggiori sicurezze. A quel punto la struttura mirandolese averebbe scarso richiamo e un calo nel numero degli interventi specialistici potrebbe provocare un declassamento del Santa Maria Bianca. Diventando un poliambulatorio con tanti bei parcheggi, direbbe qualcuno.
Sulla necessità di rendere attrattivo l’ospedale mirandolese, il discorso tocca anche i professionisti della sanità. Ucman e Comune di Mirandola ci hanno provato con un bando affitti destinato al personale sanitario, che non ha avuto successo. Per il Comitato però gli affitti non sono l’aspetto decisivo: “Il punto piuttosto è che in ambiente medico c’è sfiducia nelle prospettive del nostro ospedale – commentano – Molti servizi sono diventati operativi per 12 ore. Per un professionista è meglio lavorare in un ospedale che fornisce servizi per 24 ore, dove può affinare le sue competenze e non subisce la frustrazione di demandare ad altri i processi di cura, come invece succede da tempo a Mirandola. I nostri medici si impegnano molto e offrono servizi di eccellenza, ma percepiscono difficoltà a gestire patologie sempre più complesse dove la differenza la fanno il team e le tecnologie. Servirebbe investire di più, ma non viene fatto e il personale si allontana. E dato che il personale si allontana, chi amministra decide che non vale la pena investire. È un serpente che si morde la coda”.
Bando per il personale sanitario di Mirandola: è flop
Sul riscontro ottenuto dai politici locali durante gli incontri, il Comitato “Salviamo l’ospedale della Bassa” commenta così: “Molti consiglieri non erano al corrente dei particolari che abbiamo fatto notare. I nostri interventi sono stati utili ad instillare dei dubbi. Abbiamo trovato ascolto e attenzione, anche da parte di consiglieri tagliati fuori dalla discussione. Contiamo su uno scatto in avanti dei sindaci a difesa dei diritti dei cittadini. Rispetto al fatto che molti trovino insostenibile la nostra idea di un ospedale baricentrico, da costruire all’altezza di Cavezzo, stiamo ancora aspettando che qualcuno ci spieghi perché sia insostenibile. Forse due nosocomi costano meno di uno? Il fatto è che i carpigiani vogliono l’ospedale sotto casa. Legittimo, ma allora è legittima anche la nostra richiesta di avere un ospedale di pari livello. Aggiungiamo che è assurdo parlare di partecipazione quando c’è una clausola di segretezza che vincola i documenti: la segretezza è il contrario di una partecipazione consapevole”.








































