Epilessia farmaco-resistente: 2,5 milioni dall’EIC a Università di Modena per il progetto CLUSTREL
Un dispositivo orale non invasivo con grafene, controllabile via app e attivabile dai sensori EEG, promette soccorso immediato durante le crisi. In arrivo prototipo clinico e spin-off accademico
L’European Innovation Council (EIC) ha assegnato un finanziamento di 2,5 milioni di euro al progetto CLUSTREL – Seizure Cluster Relief through Smart Therapeutic Management, coordinato dall’Università di Modena e Reggio Emilia.
Alla guida dell’iniziativa c’è il professor Michele Giugliano, bioingegnere, affiancato dalla professoressa Giulia Curia, esperta di modelli preclinici di epilessia, e dal professor Stefano Meletti, direttore della Struttura Semplice Dipartimentale di Neurofisiologia Clinica presso l'Ospedale di Baggiovara ed esperto di epilessia. Il team include anche specialisti nello sviluppo di dispositivi medici, come l’ingegnere Matteo Corradini.
Il progetto mira a rispondere a un’esigenza ancora senza soluzione per circa 15 milioni di persone nel mondo affette da epilessia farmaco-resistente, che possono andare incontro a crisi improvvise e pericolose senza un intervento tempestivo.
L’innovazione principale è un dispositivo medico orale non invasivo, simile a un apparecchio ortodontico, che utilizza le proprietà del grafene per trattenere e rilasciare farmaci d’emergenza in modo ultrarapido. Il rilascio può essere controllato tramite una semplice app sullo smartphone.
Il farmaco viene legato al grafene attraverso deboli legami chimici: un piccolo impulso elettrico rompe questi legami e libera la sostanza, che viene assorbita rapidamente dalla mucosa orale in un tempo massimo di due minuti.
Il sistema è progettato per funzionare anche in modo autonomo. Grazie all’integrazione con sensori EEG indossabili, già in sperimentazione presso l’équipe del professor Meletti, il dispositivo potrà attivarsi automaticamente non appena viene rilevata l’attività elettrica anomala che precede una crisi.
Un risultato internazionale che rafforza il ruolo di Unimore come centro di riferimento per la bioingegneria applicata alla medicina. Il progetto si inserisce nella strategia avviata dall’Ateneo con il corso di laurea magistrale in Bioingegneria per l’Innovazione in Medicina, attivo dal 2024.
Il finanziamento ottenuto attraverso il programma EIC Transition consentirà ora di trasformare la ricerca in un prototipo pronto per la sperimentazione clinica e di avviare nei prossimi mesi uno spin-off accademico dedicato allo sviluppo e alla futura commercializzazione della tecnologia.
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