Amministrative Cavezzo
“Così FdI marca il territorio”: Siena attacca l’intitolazione del piazzale a Ramelli
Giorgio Siena, consigliere comunale di Più Mirandola e voce del centrosinistra di opposizione, non usa mezzi termini: l’intitolazione del piazzale delle piscine a Sergio Ramelli è stata, a suo avviso, un’operazione politica di Fratelli d’Italia, non un gesto istituzionale condiviso.
«Anche FdI ha la sua piazza», scrive Siena in un comunicato dal tono pungente, osservando che la cerimonia di sabato 2 maggio si è svolta con «il partito schierato, da Modena a Carpi», con i rappresentanti di FdI a vantarsi pubblicamente del merito dell’iniziativa. Una lettura che coincide con quanto visibile a occhio nudo: senatori, deputati e consiglieri regionali del centrodestra in trasferta a Mirandola, targa donata dal circolo locale di FdI, mozione originariamente firmata da Righetti in nome del partito.
Siena non nega la tragicità della vicenda umana di Ramelli — «ucciso brutalmente da estremisti di sinistra, nei violenti anni Settanta» — ma solleva una domanda scomoda: è opportuno usare la sua figura come simbolo per i giovani di oggi, sapendo che ogni anno la sua commemorazione milanese si svolge tra saluti romani e il rituale del «presente»? Un rito che appartiene a una tradizione politica precisa, e che mal si concilia con il messaggio universale che l’amministrazione comunale ha voluto cucire attorno all’intitolazione.
Ma il punto più graffiante del comunicato di Siena è un altro. Nel 2024 il Consiglio comunale approvò all’unanimità una sua mozione per dedicare un luogo di Mirandola alle vittime della Russia di Putin. Passati oltre due anni, nessuna esecuzione. La risposta della giunta alla sua sollecitazione, racconta il consigliere, è stata lapidaria: «Non è una priorità».
Il contrasto è stridente: una mozione di FdI su Ramelli trova piazzale, targa in marmo e cerimonia con delegazione nazionale nel giro di pochi mesi. Una mozione approvata all’unanimità — dunque con il voto anche della maggioranza — sulle vittime di una guerra in corso viene lasciata nel cassetto senza imbarazzo.
«Ecco cosa significa marcare il territorio», conclude Siena. «Il rispetto istituzionale dov’è?»






































