MODENA – Sarà il tema del lavoro dignitoso a guidare le celebrazioni del Primo Maggio 2026 anche in provincia di Modena, con iniziative diffuse tra Modena, Carpi e Mirandola, oltre ad altri centri del territorio. Al centro, le sfide del lavoro che cambia, tra precarietà, nuove tecnologie e diritti da rafforzare.

Lo slogan scelto da Cgil, Cisl e Uil – “Contrattazione, nuove tutele e nuovi diritti per l’Italia che cambia nell’era dell’intelligenza artificiale” – richiama l’urgenza di affrontare trasformazioni profonde del mondo del lavoro, segnato da fenomeni come precarietà, salari bassi e nuove forme di sfruttamento.

A Modena città l’appuntamento è alle 10 in piazza Grande, con gli interventi dei segretari sindacali e, a seguire, il concerto gratuito dei Rats, storica band rock modenese. Durante la mattinata saranno distribuiti garofani e palloncini.

A Carpi il ritrovo è alle 9.30 davanti alle sedi sindacali di via Fassi, da cui partirà il corteo accompagnato dalla banda cittadina fino a piazza Martiri, dove si terranno i comizi. Nel pomeriggio spazio alla musica con il concerto di Primavera del Corpo bandistico Città di Carpi nel Cortile d’Onore di Palazzo dei Pio, mentre in serata al cinema Ariston è prevista la proiezione del film “L’ultimo turno”, dedicato al tema del lavoro in ambito sanitario.

A Mirandola la giornata inizierà alle 9 con il concentramento in piazza della Conciliazione e la partenza del corteo, accompagnato dalla filarmonica “Andreoli”. Durante il percorso saranno deposti fiori nei luoghi simbolo della Resistenza. Il comizio sindacale si terrà alle 11 in piazza della Costituente.

Le iniziative proseguono anche in altri comuni della provincia, da Vignola a Castelfranco Emilia, da Sassuolo a Pavullo, con cortei, momenti commemorativi e interventi sindacali.

Il Primo Maggio 2026 si inserisce in un contesto nazionale segnato da profonde trasformazioni: i sindacati ribadiscono la necessità di rafforzare la contrattazione, garantire diritti e tutele e investire in politiche industriali capaci di creare occupazione stabile e di qualità, per governare in modo equo anche l’impatto dell’intelligenza artificiale sul lavoro.