Ombre fosche si addensano sulla Cantina di Carpi, Sorbara, che attraversa una grave crisi finanziaria, con un passivo di 12,8 milioni di euro. Per evitare il fallimento immediato, il Tribunale di Modena ha concesso l’attivazione delle misure protettive previste dal Codice della Crisi d’Impresa. Questo provvedimento congela i debiti per un massimo di 12 mesi, impedendo ai creditori azioni esecutive e permettendo alla dirigenza di studiare un piano di risanamento.

Le cause della crisi

Il dissesto è stato causato da un insieme di fattori critici:

  • Investimenti ingenti: Forti spese per l’ammodernamento degli impianti effettuate tra il 2015 e il 2018.
  • Pandemia: La crisi sanitaria ha causato una drastica contrazione delle vendite.
  • Calo della produzione: Malattie della vite (come la Flavescenza dorata) hanno quasi dimezzato i raccolti, passati da 460.000 a 250.000 quintali d’uva.
  • Fuga dei soci: Il numero dei soci attivi è sceso da oltre mille a circa 800.

Impatto e prospettive

La situazione genera forte allarme tra i produttori di Lambrusco e Pignoletto, molti dei quali non hanno ancora ricevuto i pagamenti della vendemmia 2024. Sebbene le misure protettive non riguardino i crediti dei lavoratori e le linee di credito bancarie rimangano attive, il futuro di molte aziende agricole è a rischio. Nei prossimi sei mesi, il management dovrà presentare una proposta di ristrutturazione del debito per tentare di salvare un patrimonio produttivo e cooperativo secolare.

 

 
​Un gigante della cooperazione emiliana vacilla.
 
La Cantina di Carpi, Sorbara e BazzanoCantina di Carpi, Sorbara e Bazzano, punto di riferimento per il settore vitivinicolo dal 1903, sta affrontando la tempesta più dura della sua storia centenaria: un passivo da 12,8 milioni di euro che mette a rischio il futuro di 800 di famiglie.
​Il 18 marzo scorso, il Tribunale di Modena ha concesso alla cooperativa l’attivazione delle misure protettive (Art. 18 del Codice della Crisi d’Impresa). Una mossa necessaria per “congelare” la situazione per un anno, impedendo ai creditori di rivalersi sul patrimonio e dando ossigeno al management per tentare un piano di risanamento estremo.
​Tra rabbia e incertezza: il grido dei produttori
​Nelle campagne modenesi, cuore pulsante della produzione di Sorbara e Salamino, l’atmosfera è tesa. Non si tratta solo di numeri, ma di vita vissuta: molti agricoltori attendono ancora i pagamenti della vendemmia 2024 e brancolano nel buio per quanto riguarda il 2025. Per le piccole aziende agricole, che da generazioni conferiscono le proprie uve alla storica cantina, il mancato incasso non è un semplice ritardo, ma una minaccia diretta alla sopravvivenza.
 
​Come siamo arrivati al rosso?
 
​Com’è possibile che una realtà da 300mila ettolitri l’anno si trovi in questo baratro? Giorgio Strazzi, membro del CdA, punta il dito contro una “tempesta perfetta” di eventi:
  • Investimenti ambiziosi: Tra il 2015 e il 2018 sono stati fatti massicci sforzi finanziari per innovare gli impianti.
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  • ​Lo stop della pandemia: Il Covid ha frenato bruscamente le vendite, rendendo difficile rientrare da quegli investimenti.
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  • ​Il flagello della Flavescenza dorata: Questa malattia dei vigneti, trasmessa dalla cicalina, ha decimato i raccolti. I numeri parlano chiaro: si è passati da un record di 460mila quintali d’uva a soli 250mila.
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  • ​La fuga dei soci: La base sociale si è assottigliata, passando da oltre mille a circa 800 soci attivi.
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​Cosa succede ora?
 
​In gioco c’è un asset produttivo imponente, che comprende i centri di pigiatura di Carpi, Concordia, Bazzano e Poggio Rusco, oltre allo stabilimento di imbottigliamento di Sorbara. La crisi non colpisce solo i celebri spumanti e il Pignoletto, ma anche il mercato dello sfuso e del “Vino Rossissimo”.
​I soci hanno ora sei mesi per valutare la proposta di ristrutturazione del debito. La vera sfida, tuttavia, non sarà solo tecnica o finanziaria: la dirigenza dovrà ricostruire la fiducia di una base sociale ferita, cercando di salvare un patrimonio d’eccellenza che, per oltre un secolo, ha reso grande il territorio emiliano nel mondo.
 
 
 
                                                                                        Cantina di Sorbara, foto di repertorio
 
 
 

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