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Auto sulla folla in centro a Modena, il conducente residente a Ravarino: resta aperta anche l’ipotesi del gesto deliberato
Modena e la Bassa modenese sotto shock per quanto accaduto nel pomeriggio di oggi, sabato 16 maggio, in pieno centro storico. L’uomo che alla guida di un’auto ha travolto diversi pedoni in via Emilia Centro, prima di schiantarsi contro la vetrina del negozio Dallari Abbigliamento, risiede infatti a Ravarino.
Si tratta di El Koudri Salim, 31 anni, nato a Bergamo e di origine marocchina, residente in provincia di Modena, immigrato di seconda generazione. L’uomo è stato fermato dalla polizia di Stato e condotto in Questura, dove è tuttora interrogato per chiarire le ragioni del gesto.
Il bilancio provvisorio è pesantissimo: otto feriti, almeno due dei quali in condizioni gravissime. Una donna, rimasta schiacciata contro la vetrina del negozio durante l’impatto, rischia l’amputazione di entrambe le gambe. I feriti più gravi sono stati trasferiti all’ospedale Maggiore di Bologna con due elicotteri del 118 arrivati da Bologna e Pavullo.
Secondo le prime ricostruzioni investigative, supportate anche dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza del centro storico, l’ipotesi del gesto deliberato non viene esclusa. Pare infatti che l’auto, proveniente da largo Garibaldi, una volta imboccata via Emilia Centro abbia puntato direttamente verso il marciapiede a forte velocità, investendo le persone presenti lungo la strada per poi terminare la corsa contro la vetrina del negozio Dallari.
Dopo lo schianto il conducente, ferito a sua volta, sarebbe sceso dall’auto tentando la fuga a piedi. Nella concitazione avrebbe anche estratto un coltello, ferendo una persona che aveva cercato di fermarlo. L’uomo è stato infine bloccato tra rua Pioppa e corso Adriano grazie all’intervento di cittadini e Forze dell’Ordine.
Sul posto sono arrivati nel giro di pochi minuti numerosi mezzi di soccorso, oltre a polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia locale. Presenti anche il sindaco Massimo Mezzetti e la prefetta Patrizia Triolo.
“Fortunatamente non ci sono persone decedute ma sette persone sono rimaste ferite, due delle quali in modo gravissimo”, ha dichiarato il sindaco. “A una donna dovranno probabilmente amputare entrambe le gambe: è la persona rimasta schiacciata contro la vetrina del negozio”.
Massima cautela, al momento, sulla natura dell’accaduto. Gli investigatori stanno cercando di capire se l’uomo abbia agito sotto l’effetto di sostanze oppure se si sia trattato di un gesto intenzionale. Nessuna ipotesi viene esclusa, compresa quella dell’attentato, che renderebbe ancora più grave quanto avvenuto nel cuore della città.
La notizia che il conducente risieda a Ravarino arriva inoltre in settimane già particolarmente tese nel comune della Bassa modenese per il dibattito nato attorno all’ex cinema Cristallo di Rami. L’edificio potrebbe infatti diventare la nuova sede del centro culturale islamico Al Wahda, progetto che ha già acceso un forte confronto politico e sociale sul territorio.
L’associazione islamica, già presente a Ravarino, aveva spiegato la necessità di spazi più ampi a fronte della crescita della comunità musulmana residente. Ma attorno al progetto erano immediatamente sorte proteste e raccolte firme da parte di alcuni residenti e forze politiche locali.
Tra le prese di posizione più dure quella di Patto per il Nord Modena, che nelle scorse settimane aveva chiesto “trasparenza” sul progetto, sostenendo la necessità di chiarire finalità, utilizzo degli spazi e destinazione dell’immobile. Il movimento aveva anche espresso timori legati alla possibilità che un centro culturale potesse poi trasformarsi in luogo di preghiera, pur precisando di non essere contrario alla libertà religiosa.
Dal canto suo il Comune di Ravarino aveva rassicurato i cittadini spiegando che, sulla base degli attuali vincoli urbanistici, nell’ex cinema Cristallo non potrebbe sorgere una moschea.
Al momento, naturalmente, non emerge alcun collegamento tra quelle tensioni locali e quanto avvenuto oggi a Modena. Tuttavia la provenienza del 31enne da Ravarino inevitabilmente riporta l’attenzione anche sul clima che nelle ultime settimane aveva accompagnato il dibattito nel comune della Bassa.
L’interrogatorio dell’uomo prosegue intanto in Questura mentre gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione il movente e verificare se il gesto sia stato compiuto deliberatamente contro la folla oppure in uno stato di alterazione psico-fisica.











































